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Guerra in Ucraina, due bambini su tre hanno dovuto lasciare casa

The gutted remains of cars lie along a road during heavy fighting at the front line in Severodonetsk, Luhansk region, Ukraine, Wednesday, June 8, 2022.

Un'immagine dal fronte di Severodonetsk, una delle città maggiormente segnate dagli attacchi russi. Source: AAP Image/AP Photo/Oleksandr Ratushniak

Si temono conseguenze a lungo termine per il conflitto tra Russia e Ucraina che, oltre a portare distruzione nel Paese, rischia di provocare un'emergenza energetica e alimentare a livello internazionale.


Il conflitto in Ucraina continua a combattersi sia sul campo che nei mezzi di informazione. 

Molti giornalisti britannici di punta sono stati banditi dalla Russia con l'accusa di aver prodotto "informazione falsa e a senso unico", in risposta alle sanzioni che il Regno Unito ha imposto a Mosca.

Si tratta di giornalisti della BBC, Sky, Channel 4, ITV, del Times, del Guardian, molti dei quali hanno lavorato come corrispondenti dalla Russia per anni.

Giuseppe D'Amato ha lavorato a lungo come corrispondente da Mosca e ricorda come ora la durata dell'accredito stampa in Russia sia stata ridotta da dodici a tre mesi e il suo ottenimento non è semplice, impedendo di fatto la possibilità di lavorare, anche a causa delle recenti leggi introdotte nel paese sulle fake news.

Severodonetsk e la città satellite Lysychansk nella regione del Donbas sono state definite dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky "città morte", tale il livello di distruzione registrato.

Il presidente degli StatI Uniti Joe Biden ha annunciato nelle scorse ore un ulteriore invio di armi all'Ucraina per il valore di un miliardo di dollari.

La direttrice dell'UNICEF per l'Europa e l'Asia Centrale Afshan Khan ha visitato il Paese nei giorni scorsi, riscontrando una situazione estremamente difficile.

Quasi due terzi dei bambini ucraini sono sfollati, costretti a lasciare le case, gli amici, i giocattoli, gli oggetti preziosi, i familiari. Molti di loro sono soli.

Ascolta l'intervento del giornalista Giuseppe D'Amato


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