L'8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, che costituiscono oltre due terzi del pianeta. Quest'anno inizia il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile, un'occasione per guardare al futuro del pianeta blu.
Dal 2008 l'ONU dedica l'8 giugno agli oceani con una giornata di eventi che anche nel 2021 saranno interamente online a causa della pandemia.
Quest'anno marca inoltre l'inizio del Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile: tra il 2021 e il 2030 si affronteranno diversi obiettivi ambiziosi quali la riduzione dell'inquinamento marino, lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, la collaborazione della comunità scientifica internazionale per una migliore comprensione dell'ambiente marino, la creazione di un modello digitale degli oceani e altri ancora.
Marco Faimali è il Direttore dell'Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche - e docente di Ecotossicologia Marina all'Università di Genova.
Al microfono di SBS Italian ha sottolineato quanto gli oceani siano necessari, e costituiscano due terzi e più del pianeta che non sono "piatti, ma tridimensionali, il più grande e complesso ecosistema del pianeta".
"Se ci fossero extraterrestri che incontrassero il nostro pianeta che abbiamo chiamato Terra, nel momento in cui lo incontrano, vedendo due terzi completamente blu, si chiederebbero come mai l'abbiamo chiamato Terra", spiega.
Gli esseri umani sono abituati a considerare antropocentricamente solo la parte terrestre e dimenticano quello che è "il grande polmone del nostro pianeta", con "l'invisibile foresta del mare" che contribuisce alla produzione dell'ossigeno necessario alla sopravvivenza della specie umana.
Con una profondità media di quattro chilometri, gli oceani rimangono in larga parte inesplorati e Faimali ricorda come l'umanità, che è già arrivata sulla Luna e che presto arriverà su Marte, non ha ancora messo piede nei punti più profondi dei fondali marini.
Marco Faimali si dichiara felice del fatto che l'ONU abbia deciso di dedicare il prossimo decennio 2021-2030 alla Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile.
"Il mare non ha confini", dice, "quello che succede in Australia o in Italia, in Cina o in India, sulle coste e nel mare poi si diffonde" ed è per questo importante che le politiche di conservazione siano globali.
Consiglierei oggi di andare al mare, di guardarlo, ed essere consapevoli che è qualcosa di fondamentale, di vivo, di tridimensionale.
Ascolta l'intervista a Marco Faimali
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