Parlamentari federali e senatori sono a Canberra per discutere le nuove leggi proposte dal governo sull'incitamento all'odio e sul possesso delle armi.
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Il governo Albanese sperava in quello che definiva un "momento di unità nazionale" con una rapida approvazione delle leggi, per cui è necessario il sostegno della Coalizione o dei Verdi.
Nei giorni scorsi si sono sollevate diverse critiche sulla natura ampia del disegno di legge, che includeva sia la riforma delle armi che nuove misure contro l'incitamento all'odio.
In seguito al dialogo con i Verdi, il primo ministro Anthony Albanese ha deciso di suddividere il disegno di legge e di attenuarne alcuni elementi controversi per garantirne l'approvazione.
Secondo Matteo Vergani, professore associato alla Deakin University specializzato in crimini d’odio e direttore del laboratorio Tackling Hate, "punire l'odio solo verso caratteristiche razziali o etniche e lasciare scoperte altre identità crea dei vuoti nella tutela che sono difficili da giustificare".
Sono temi molto polarizzanti. Il governo ha inizialmente pensato che dopo l'attacco di Bondi ci fosse un consenso almeno sull'antisemitismo, e su razza e religione, ma questo consenso non è arrivato".Matteo Vergani, professore associato alla Deakin University specializzato in crimini d’odio e direttore del laboratorio Tackling Hate
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