La giuria di "Les Grandes Tables du Monde" di Parigi, prestigiosa associazione che da 67 anni promuove i migliori ristoranti del mondo, sceglie il vincitore tra 179 partecipanti di 23 nazioni in gara.
“Ho iniziato questo lavoro per gioco quando avevo nove anni, e da allora me ne sono completamente innamorato”, ha dichiarato Amato ai microfoni di SBS italian.
“La vita che ho scelto è piena di sacrifici ma ne è valsa la pena”, ha continuato il pasticcere siciliano.
“Se i miei figli volessero ricalcare le mie orme cercherei prima di farli studiare però”, scherza, “ma poi credo sarò felice per loro, qualsiasi cosa sceglieranno, come hanno fatto i miei con me!”.
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Giuseppe Amato ha lavorato con i grandi nomi del panorama della cucina internazionale, da Alain Ducasse a Heinz Beck, chef del ristorante tre stelle Michelin “La Pergola” dell’Hotel Cavalieri di Roma, dove Amato è apprezzato da 17 anni.
“L’Italia ha molto da offrire per chi vuole fare questo mestiere, andare all’estero non era necessario, è stata un’ambizione mia”.
Alla domanda su come mai il premio non sia mai stato vinto da un italiano prima di oggi, Giuseppe non sa rispondere ma ribatte con una sfida semiseria indirizzata ai suoi colleghi.
“Spero di essere stato l’apripista e che d'ora in poi molti talenti italiani possano emergere. Comunque vada io resterò sempre il primo”, conclude con una risata.
Ascolta l’intervista completa a Giuseppe Amato:
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