Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, il governo iraniano dalle parole è passato ai fatti e ha superato per la prima volta la fatidica soglia di produzione di uranio arricchito consentita dall'accordo sul nucleare del 2015.
Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che il paese ha pieno diritto di riprendere a ritmo più sostenuto la produzione di uranio arricchito, dal momento che i primi a violare l'intesa sono stati gli Usa; prima uscendo dall'accordo sul nucleare del 2015, poi imponendo nuove sanzioni contro Teheran.
Si tratta di una quantità insufficiente per arrivare a poter costruire una bomba atomica, ma quello che Teheran ha lanciato al mondo intero è un segnale forte.
Non si è fatta attendere la reazione della Casa Bianca, Donald Trump ha dichiarato che l'Iran 'sta scherzando con il fuoco'.
Giampiero Gramaglia, esperto di questioni statunitensi, ha analizzato la situazione per poi guardare ad altri fronti caldi di politica estera americana: il rapporto con la Cina- a margine dell'incontro con il presidente cinese Xi Jinping- e con la Russia, a seguito dell'incontro con Putin al G20 in Giappone.



