La repubblica islamica ha dato seguito alle sue minacce e ha annunciato ufficialmente l'inizio della seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall'accordo sul nucleare del 2015, aumentando il livello di arricchimento dell'uranio al 5%, dal 3,67% stabilito dall'accordo.
Lo ha annunciato il portavoce del governo di Teheran, scatenando l'ira di Israele e Stati Uniti e anche profonda irritazione tra i paesi dell'Unione Europea. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha dichiarato che i suoi ispettori in Iran faranno rapporto al quartier generale di Vienna "al più presto, appena verificheranno lo sviluppo annunciato" dall'Iran.
Ne abbiamo parlato con il corrispondente per il Medio Oriente, Michele Giorgio.





