Nonno Vincenzo è nato in Calabria, a Roccella Ionica. Nonna Antonietta è venuta invece al mondo 1350km più a nord, a San Leonardo del Friuli, a due passi dal confine sloveno.
Figli di due Italie molto diverse, ma uniti dalla decisione di emigrare agli antipodi, i due si conobbero nel 1959 sulla Roma, una nave diretta in Australia (anche se in realtà Vincenzo già viveva down under da alcuni anni) e dalla loro unione nacque Rosaria, per tutti Rosa.

Cresciuta a Melbourne, Rosa ha imparato la lingua dei genitori a casa e per questo oggi parla un italiano zeppo di regionalismi.
Seguendo una parabola molto comune, i figli di Rosa (i nipoti di Antonietta e di Vincenzo) sembravano condannati a perdere quasi del tutto il contatto con la loro cultura d'origine, come molti italo-australiani di terza generazione.
Tanto più che né il cognome (Whinnen) né l'apparenza tradivano la loro origine italiana.
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“Mi sento italiana nell’anima. Ormai la vostra cultura è parte di me”
I miei fratelli non parlano italiano. Io invece l'ho subito amato a scuola e poi ho voluto riprenderlo
Tutti tranne Errol, il primogenito di Rosa, che si è ribellato a quel destino e - a differenza dei fratelli Elliot e Mitchell - ha deciso di studiare e di perfezionare la bella lingua fino a parlarla in maniera corrente.
"È stato un percorso un po' strano: a scuola ero bravo, poi però ho perso la dimestichezza con l'italiano. Per cui ho deciso di trascorrere un periodo prolungato a Roma, alla ricerca delle mie radici, culturali e linguistiche", racconta Errol a SBS Italian.
I mesi trascorsi in Italia sono sicuramente serviti, ma a fare la differenza, nella vita e nel perfezionamento della lingua italiana, è stata la relazione con una ragazza di Latina, Giulia.
"All'inizio l'italiano per me era solo un compito per la scuola. Ma poi ha scoperto quanto mi piacciono la lingua e la cultura e quanti siano i benefici sul piano personale" aggiunge Errol, che anche grazie alla sua passione per l'italiano è diventato un traduttore professionista.
E brava Giulia
“Con Giulia facciamo i maestri l'uno dell'altro. Io parlo tendenzialmente in inglese, mentre lei mi parla in italiano. E quando può mi coregge”.
"È severa, ma credo che queso sia fondamentale per apprendere una lingua straniera: è importante essere umili, accettare i consigli, i suggerimenti e le soprattutto le correzioni".





