Martedì la Reserve Bank ha annunciato il rialzo del tasso d'interesse. Si tratta del secondo rialzo consecutivo, che comporta il ritorno al 4,1% dopo un anno.
Decisione presa non senza disaccordi dal Consiglio della RBA, che si è infatti diviso sul voto: cinque membri hanno votato per il rialzo mentre quattro si sono opposti.
Non è una questione di domanda surriscaldata, ma in questo caso è una questione di effetto post-Covid e di catene di approvvigionamentoMassimiliano Tani
"La RBA continua a dire che questo aumento è dovuto al fatto che noi consumiamo troppo, ma quando io vado al supermercato non vedo queste code enormi di persone che vogliono comprare tutto", commenta Tani, che ritiene si potesse attendere almeno un altro mese per capire meglio dove si annidi il problema.
"In altre parole", ha proseguito Tani, "il problema è nelle catene di approvvigionamento che non sono ancora state ricostruite e questa guerra nel Golfo ci mette ancora più in crisi perché con l'aumento del prezzo del petrolio", spiega.
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E a proposito di carburanti, Tani si è anche soffermato sulla tavola rotonda organizzata dal governo del NSW con rappresentanti di gruppi industriali, consigli comunali, sindacati e associazioni dei consumatori per cercare una soluzione al rincaro dei carburanti.
"Per il momento soffriamo, però [spero] che sia anche una lezione da cui impariamo qualcosa invece di dire: 'Vabbè magari è passata e non ci pensiamo più'", ha commentato Tani, che ha sottolineato la peculiarità australiana, le cui riserve petrolifere giacciono su suolo statunitense. "Questo ci rende ancora più in balia degli eventi", ha dichiarato.
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