La sorte di Julian Assange, tra estradizione, ricorsi e diplomazia internazionale

Buildings are reflected in the window as WikiLeaks founder Julian Assange is taken from court, where he appeared on charges of jumping British bail seven years ago, in London, Wednesday May 1, 2019.

Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange potrebbe essere estradato negli Stati Uniti, ma la battaglia legale è destinata a continuare. Source: AAP Image/AP Photo/Matt Dunham

Il fondatore di WikiLeaks potrebbe essere processato negli Stati Uniti dove dovrebbe rispondere a 18 capi di accusa. È probabile un ricorso contro l'estradizione, che potrebbe prolungare ulteriormente una vicenda che si trascina da oltre un decennio.


Julian Assange è ricercato dagli Stati Uniti che lo vorrebbero sottoporre a processo per la diffusione di materiale militare segreto che l'ex analista di intelligence statunitense Chelsea Manning gli aveva trasmesso.

Il governo britannico si è detto convinto che negli Stati Uniti Assange sarà trattato in modo consono e che la richiesta di estradizione non è incompatibile con i suoi diritti umani, così la ministra degli Interni Priti Patel ha dato il via al processo di estradizione del giornalista e attivista australiano verso gli Stati Uniti. 


IN EVIDENZA

  • Julian Assange è stato accusato di 18 reati negli Stati Uniti, 17 dei quali ricadono all'interno dell'Espionage Act, che prevede pene fino a 170 anni di carcere.
  • Secondo WikiLeaks, sono già oltre 10 milioni i documenti segreti pubblicati dal sito.
  • Il leader della sinistra francese Jean-Luc Mélenchon ha proposto di concedere la cittadinanza francese e offrire rifugio a Julian Assange.

Sono molti i documenti pubblicati da WikiLeaks che, come descrive il giornalista ed ex direttore dell'ANSA Giampiero Gramaglia, sono serviti a "svelare comportamenti inumani e sbagliati delle forze militari americane e occidentali e anche a mettere in chiaro una certa disinvoltura della diplomazia americana nei confronti degli alleati".

Stella Moris, moglie di Julian Assange, ha fatto appello al governo australiano, in particolar modo al primo ministro Anthony Albanese e alla ministra degli esteri Penny Wong, per un intervento che ne impedisca l'estradizione e faccia "tutto il possibile per riportarlo a casa".

Ascolta l'intervento del giornalista Giampiero Gramaglia


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