In queste settimane si susseguono notizie di chiusure o forti ridimensionamenti di dipartimenti di lingue straniere nelle università australiane.
Un fenomeno che ha già toccato vari atenei, interessando diverse lingue, incluso in alcuni casi l’italiano, e suscitando appelli e proteste anche da parte delle comunità di riferimento.
Uno degli annunci più recenti riguarda la Swinburne University di Melbourne, che per fare fronte alle difficoltà economiche abolirà alcune units di cinese, giapponese e italiano, oltre a licenziare di fatto alcune figure del management.
L'insegnamento della lingua italiana, tra le altre lingue, è a rischio anche in altri atenei?
Ridimensionare i corsi a discapito delle lingue
Gli atenei australiani fanno fronte alla mancanza di studenti stranieri scaturita dalla pandemia COVID. Il budget ridotto registrato da molte università sta portando al ridimensionamento dei corsi di laurea.
L'Associate Lecturer alla Macquarie University Gianluca Alimeni, ha confermato che i dipartimenti di lingue dell'ateneo di Sydney hanno subito forti tagli. La stessa lingua italiana verrà offerta, dall'anno prossimo, solo come minor e non più come major.
Noi insegnanti di italiano insegneremo solo la lingua, ma non ci saranno più corsi di contenuto culturale e letterale.
La motivazione della semplificazione dei corsi di laurea, spiega il docente, sembra risiedere nella necessità di non confondere gli studenti nel processo di scelta del corso.
Anche il professor Joe Lo Bianco, per anni docente universitario a Melbourne e stimato ricercatore nel campo dell'insegnamento delle lingue, afferma che il sistema educativo australiano sta attraversando "una fase davvero difficilissima", una "crisi che investe tutte le lingue, non solo l'italiano".
C'è un problema strutturale, la mancanza di una politica coerente a livello nazionale.
Diversa è la situazione per la University of Sydney e la Australian National University di Canberra.
L'Associate Professor Francesco Borghesi dell'Università di Sydney ha spiegato che, per il momento, il dipartimento di italiano è al sicuro in quanto il numero di studenti iscritti al corso di laurea è ancora relativamente stabile. Il problema rimane tuttavia, a suo parere, nel taglio dell'offerta formativa.
La pandemia è stata usata per motivare certi tagli. Ma quando poi si è visto il budget annuale dell'università, l'insegnamento delle lingue sono andate molto bene, soprattutto per l'italiano. Altre lingue hanno invece visto giorni migliori.
Anche il dott. Joshua Brown, docente all'ANU nella capitale australiana, ha fatto riferimento agli effetti dei problemi finanziari che hanno portato ad un taglio del personale docente nel settore umanistico.
Le lingue, aggiunge, sembrano godere tuttavia ancora di buona salute: "ANU insegna quasi 20 lingue e non si parla di tagli all'insegnamento delle lingue, per ora. Siamo tuttavia in una fase incerta per l'anno prossimo".
Fino all'anno 10 si insegna l'italiano, poi "casca l'asino"
Nelle scuole primarie e secondarie la situazione è più robusta, secondo il professor Lo Bianco. "Alle elementari c'è più entusiasmo nell'insegnamento delle lingue, anche se il livello non è molto alto".
In Victoria soprattutto, l'italiano è probabilmente la seconda lingua più insegnata alle elementari. Ma il Victoria è un'isola felice per l'insegnamento dell'italiano rispetto gli altri stati australiani.
Ascolta il dibattito:
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.






