Watch FIFA World Cup 2026™ LIVE, FREE and EXCLUSIVE

L'Iran sotto attacco, tra lutto e speranze

Supporters of the Islamic Republic of Iran gather in the streets to mourn Ali Khamenei in Tehran, Iran - 01 Mar 2026

Alcuni sostenitori della Repubblica islamica dell'Iran manifestano il loro cordoglio dopo la notizia dell'uccisione di Ali Khamenei in una cerimonia a Teheran il 1 marzo 2026. Source: SIPA USA / Foad Ashtari / SOPA Images/Foad Ashtari / SOPA Images/Sipa USA

Sono centinaia le vittime degli attacchi di Israele e Stati Uniti in Iran, un Paese che, privato della sua storica Guida Suprema Ali Khamenei, si trova ora di fronte ad un futuro incerto, tra le tante anime della sua complessa società.


La guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso nell’ambito di un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti.

Dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump, anche la TV di stato iraniana ha confermato la morte di Khamenei e l’Iran ha annunciato 40 giorni di lutto.

Sono in molti in realtà gli iraniani che festeggiano la fine del regime, auspicando un futuro diverso per il Paese, ma ci sono le basi affinché questo accada?

Secondo il giornalista e corrispondente de il manifesto per il Medio Oriente Michele Giorgio, è importante comprendere la complessità della società iraniana.

Bisogna capire che l'Iran non è diviso tra chi vorrebbe un modello di vita e politico vicino all'Occidente e chi invece è aggrappato tenacemente all'idea di una repubblica fondata sull'Islam sciita. Non è esattamente così.
Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto per il Medio oriente

Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. 

Seguici su Facebook Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui

spk_0

Siete in compagnia di SBS Italian, trovate altre storie su SBS.com.au/Italian o scaricate la SBS Radio app.

State ascoltando un podcast di SBS Italian con voi oggi Massimiliano Gugole. La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso ieri, domenica 01 marzo nell'ambito di un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, anche la TV di stato iraniana ha confermato la morte di Khamenei e l'Iran ha annunciato 40 giorni di lutto.

Sono in molti in realtà gli iraniani che festeggiano la fine del regime, auspicando un futuro diverso per il paese. Ma ci sono le basi affinché questo accada. Raggiungiamo ora per un aggiornamento il giornalista e corrispondente del Manifesto per il Medio Oriente, Michele Giorgio. Buonasera Michele e ben ritrovato qui su SBS. Buongiorno a voi. Iniziamo a spiegare chi era Khamenei e cosa vuol dire che l'Iran

aveva ha una guida suprema.

Beh, l'ayatollah Khamenei è stata una delle figure centrali per l'islam sciita. Un punto di riferimento storico da decenni aveva preso il posto del Rollah Khomeini, il leader della rivoluzione islamica, colui che ha creato l'Iran che noi conosciamo oggi.

E per tutti questi decenni dopo la morte di Khomeini è stato un punto di riferimento per gli sciiti, è stato un punto di riferimento anche politico, non solo in Iran, ma in tutta la regione. In particolare in Iraq e in Libano, dove ci sono importanti comunità sciite di milioni di persone e naturalmente ha svolto anche un'influenza per ciò che riguarda,

La crescita di quella che è stata definita la mezzaluna sciita, cioè, una sorta di revival cominciato proprio con la rivoluzione islamica in Iran dalla fine degli anni '70, che ha ridato potere e forza agli sciiti in tutta la regione e non solo.

Ponendo le basi per la crescita dell'influenza e della potenza militare ed economica dell'Iran post-S che abbiamo conosciuto fino alla fine degli anni '70. Quindi è una figura centrale sotto tutti i punti di vista e in quanto, guida suprema dell'Iran ha avuto sempre diritto dell'ultima parola,

In tutte le questioni centrali della vita del paese, d'altra parte è questo il sistema, iraniano della Repubblica islamica, un sistema che assegna proprio alla guida suprema la capacità di prendere la decisione definitiva su su tutto attraverso quelli che sono dei decreti, delle decisioni religiose e in Iran è accaduto tutto questo sino ad oggi, e vedremo ovviamente seguendo gli sviluppi di quello che sta accadendo accadendo.

di questa nuova guerra, come andrà poi in futuro, se effettivamente ci sarà un cambiamento oppure, l'ayatollah Khamenei sarà sostituito, così come dicono i leader iraniani che sono sopravvissuti, all'attacco di Israele negli Stati Uniti di sabato mattina, se appunto verrà semplicemente sostituito e quindi non ci saranno scossoni per ciò che riguarda la stabilità della Repubblica islamica.

Abbiamo detto che l'Iran si divide tra il lutto e la speranza per un cambio di regime che porti maggiori libertà all'interno del paese. Dal tuo punto di vista, in che modo si divide l'Iran? Quanti festeggiano e quanti piangono e come potranno queste due anime dell'Iran poi trovare un equilibrio?

Mah io credo che questa sia davvero una risposta molto complessa, innanzitutto non è facile dare dei numeri, o parlare di un 50:50. In Iran ci sono forti tensioni, forti,

Fermenti e li abbiamo visti, abbiamo visto anche una repressione durissima all'interno del paese, da parte degli apparati di sicurezza del regime. Però è anche vero che bisogna assolutamente rendersi conto che la Repubblica islamica, gode di un- di un consenso largo all'interno del,

E bisogna anche capire che non è divisa l'Iran non è diviso tra chi vorrebbe un modello di vita, un modello politico vicino all'occidente e chi invece è aggrappato tenacemente all'idea di una repubblica fondata sull'Islam sciita.

Non è esattamente così perché all'interno dei due campi, così come noi in Occidente tendiamo a dividere l'Iran, ci sono delle posizioni diverse. All'interno del campo diciamo che crede nella Repubblica islamica.

Ci sono tantissime persone che contestano il governo, contestano il regime, non perché sia un regime islamico, ma perché evidentemente contestano determinate scelte in politica, in economia che a loro avviso doveva es- essere fatta e non sono state fatte, di fronte a quello che è il problema delle sanzioni internazionali che strangolano l'economia iraniana da tanti anni.

troppi anni, alcuni di quelli che sostengono la Repubblica Islamica affermano che evidentemente la corruzione, oppure una cattiva gestione dei ministeriale governativa, hanno contribuito ad aggravare le condizioni della popolazione, ma questa porzione di Iran non è necessariamente contro la Repubblica Islamica e forse oggi piange come molti milioni.

iraniani la la morte, l'assassinio di di Ali Khamenei. Dall'altro lato ovviamente c'è un mondo anche quello molto complesso, che è quello di chi vorrebbe un Iran più laico, non ancorato a principi rigidi della religione, persone che guardano l'occidente, persone che vogliono diritti umani, diritti civili, vogliono un cambiamento, ma anche a loro.

interno ci sono delle differenze. Ci sono quelli che guardano con diciamo un certo favore. Io non credo totale al fatto che ci sia stato questo intervento militare di israeliani e soprattutto degli americani contro gli apparati di regime, contro la Guardia rivoluzionaria, la milizia Basiz, i vertici della della Repubblica, ma allo stesso tempo ce ne sono anche altri che invece

Credono che che l'intervento esterno sia sbagliato, pur credendo che le cose debbano cambiare e che la Repubblica Islamica non vada bene, ci sono tanti iraniani di questo settore della popolazione che invece contestano, l'aggressione militare che è arrivata dall'esterno, quindi è una situazione molto difficile e cosa accadrà nei prossimi giorni, nelle prossime settimane,

davvero un punto interrogativo perché vedremo anche se davvero ci sarà quella sollevazione di cui parlano Benjamin Netanyahu, il premier israeliano e anche il presidente americano Donald Trump, della popolazione iraniana contro il regime, contro il sistema di potere, molti per la verità, proprio anche analisti israeliani dubitano fortemente che questo possa accadere.

Noi siamo in collegamento con Michele Giorgio, giornalista e corrispondente del manifesto per il Medio Oriente, dopo gli attacchi in Iran, la reazione di Teheran non si è fatta attendere, con diversi attacchi a s- a sua volta in Medio Oriente, in diversi paesi del Golfo e la chiusura dello stretto di Hormuz. Facciamo quindi Michele il punto sulle intenzioni iraniane ora di rivincita e vendetta.

Precisiamo naturalmente e premettiamo che l'Iran è soggetto a bombardamenti molto duri che hanno fatto anche, numerose vittime civili, e quindi non sono morti soltanto i leader politici e militari. Però l'Iran sta attuando quello che tutti ci immaginavamo e che aveva anche, annunciato e cioè che il conflitto non sarebbe rimasto isolato solo allo scontro tra l'Iran e gli Stati Uniti e Israele, ma.

stato allargato a tutta la regione e quindi l'Iran sta colpendo anche quei paesi arabi circostanti che a suo dire, hanno il porto di ospitare basi militari americane e basi militari occidentali, oltre naturalmente a rispondere verso il principale nemico che, è Israele che lo ha colpito in maniera molto molto pesante e che si attribuisce il merito tra virgolette di aver assassinato,

Ali Khamenei. Quindi quella iraniana potremmo definirla una escalation, in qualche modo controllata per il momento. il regime tiene è ancora stabile e cerca di manovrare nella situazione, quindi di reagire con forza quando crede di doverlo fare, in alcuni momenti, ad esempio di questi due giorni di guerra, ci sono state delle pause nel lancio dei,

dei missili, dei droni, cosa che poi riprende soprattutto nelle ore notturne quando c'è una maggiore una maggiore copertura per questo tipo di di attacchi allo stesso tempo queste azioni contro Israele, e i paesi arabi proseguono, ma potrebbero essere ancora più intense, ma evidentemente Teheran cerca anche di dosare la sua reazione, di capire se si ci sono degli spazi,

Di trattativa, definiamola così, o comunque di dialogo, soprattutto con gli Stati Uniti per cercare di fermare, quello che è cominciato sabato mattina, che è un conflitto che potrebbe avere delle conseguenze molto molto ampie, non solo nella regione me- mediorientale, già vediamo che, soprattutto dell'uccisione di, Khamenei ci sono state reazioni molto forti in Pakistan, Bangladesh, anche in altri,

in altri paesi. Quindi l'Iran porta avanti quella che è la sua rappresaglia militare, che è anche è stata dura. Proprio le ultime ore sono state pesanti anche per Israele, che ha subito un attacco piuttosto importante e sanguinoso perché un missile ha colpito una sinagoga nella cittadina di Bet Shemesh, a 20 km da Gerusalemme. La sinagoga è crollata sul rifugio dove si trovavano,

Numerosi civili che erano lì per per proteggersi proprio dal lancio di di missili dall'Iran, e e c'è stata una una strage perché sono morte nove persone, decine di altre sono rimaste ferite, tra l'altro nelle ore precedenti, durante la notte precedente, una donna a Tel Aviv, era stata uccisa da un missile che aveva centrato in pieno il suo appartamento.

e poi qualche ora fa è deceduto in ospedale, un anziano di 102 anni che era accaduto, scendendo le scale nel tentativo di raggiungere il rifugio. Quindi decine di feriti e morti anche in Israele, abbiamo detto anche dell'Iran, le conseguenze che sta pagando, anche in termini di morti civili per questo conflitto, sicuramente la guerra che è iniziata.

Non può far altro che peggiorare se non si apriranno degli spazi, evidentemente, per cercare di trovare una via d'uscita politica. Cosa che sicuramente Israele non vuole adesso, l'Iran non può accettare adesso perché avrebbe il sapore di una pesante sconfitta, visto, tutto ciò che è accaduto anche alla sua leadership politica e militare. Bisogna vedere quale sarà l'attenzione.

di Donald Trump che ha parlato in un'intervista con la rivista Atlantic della esistenza di un gruppo di dirigenti iraniani che a suo dire sarebbero disposti a dialogare di nuovo con gli Stati Uniti.

E naturalmente continueremo a seguire la vicenda, per il momento ringraziamo Michele Giorgio. Michele, buona serata e alla prossima.

Grazie a voi e buona giornata.

spk_0

Volete ascoltare altre storie come questa? Potete trovarle su Apple Podcasts, Google Podcasts, Spotify o ovunque scarichiate i vostri podcast.

END OF TRANSCRIPT

Share

Follow SBS Italian

Download our apps

Listen to our podcasts

Get the latest with our exclusive in-language podcasts on your favourite podcast apps.

Watch on SBS

SBS Italian News

Watch it onDemand

Watch now