Il 26 gennaio 1972, quattro giovani Aborigeni arrivarono a Canberra da Sydney e fondarono l'Ambasciata Aborigena, piantando un ombrellone da spiaggia sul prato davanti alla sede del vecchio parlamento federale in protesta contro il rifiuto del governo liberalnazionale del primo ministro Billy McMahon di riconoscere ai popoli indigeni il diritto alla terra.

Nei giorni successivi una tenda sostituì l’ombrellone.
Ai quattro attivisti, Michael Anderson, Billy Craigie, Tony Coorey e Bertie Williams, in pochi giorni si unirono migliaia di persone provenienti da diverse parti d’Australia, che montarono altre tende nelle quali, in alcuni casi, vissero per mesi.
Il gesto storico ha avuto ripercussioni politiche permanenti, infatti ancora oggi, a distanza di mezzo secolo, la tenda resta davanti alla sede del vecchio parlamento e la contestazione continua. Si tratta della più lunga protesta per i diritti alla terra di un popolo indigeno contro il governo di un Paese.
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Cinquant'anni fa tra le prime persone a raggiungere Canberra per filmare questo storico evento ci furono i fratelli Alessandro e Fabio Cavadini, che girarono il famoso documentario Ningla A-Na: Hungry For Our Land.
“Ho conosciuto così una storia diversa da quella che immaginavo - o che mi era stata raccontata - di cosa era l’Australia, e mi sono reso conto che l’Australia è stata praticamente invasa 200 anni prima da colonizzatori inglesi”, racconta Fabio Cavadini ai microfoni di SBS Italian.
“Mi sono sentito colpevole”.

Alessandro e Fabio Cavadini completarono il documentario Ningla A-Na, Fame della nostra terra, che resta ancora oggi uno dei documenti più importanti della lotta dei popoli Aborigeni d'Australia per ottenere il riconoscimento del diritto alla terra.
Ascolta l'intervista con Fabio Cavadini:
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