Il governo Morrison ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ha annunciato lo stanziamento di aiuti economici per fare fronte ai danni causati dalle disastrose alluvioni dei giorni scorsi.
Ma anche la ricostruzione in NSW e Queensland è diventata un pretesto per rinfocolare lo scontro politico.
Le testimonianze da Lismore

La comunità di Lismore affronta il disastro causato dalle alluvioni
Cittadine devastate come Byron e Ballina erano infatti inizialmente rimaste escluse dalla macchina dei soccorsi, dirette solo a 17 delle 20 aree colpite.
Una circostanza che aveva portato l'opposizione a denunciare la Coalizione, accusandola di fornire aiuti solo verso le zone governate dai suoi rappresentanti in Parlamento.
La Premier del Queensland Annastacia Palaszczuk ha annunciato l'intenzione di rinunciare all'offerta del governo federale, spiegando che è arrivata troppo tardi rispetto alle esigenze delle persone colpite dal maltempo.
In breve:
- Il governo federale ha dichiarato lo stato di emergenza e ha annunciato stanziamenti per le popolazioni colpite dal maltempo
- La premier del Queensland ha però criticato l'iniziativa dell'esecutivo Morrison, sottolineando i ritardi negli aiuti
- Intanto Canberra stanzierà fondi nel settore della Difesa. Anche i laburisti vogliono un esercito più numeroso

L'esercito australiano sarà composto da 80mila soldati permanenti
Intanto Scott Morrison ha dichiarato che l'incertezza dovuta al conflitto fra Russia e Ucraina e alle tensioni con la Cina rendono urgente la difesa dei confini e degli interessi nazionali.
Questo si tradurrà in ingenti investiti nella Difesa, il cui personale verrà integrato e che vedrà 80mila soldati permanenti nell'esercito australiano.
Un argomento talmente caldo e sentito dagli australiani che - a due mesi dalle elezioni politiche - non solo la Coalizione, ma tutti i principali partiti stanno imperniando la campagna elettorale sul tema della sicurezza nazionale.
Riascolta qui l'intervento di Paul Scutti:
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