È uscito “‘Na notte infame”, il nuovo album di Tommaso Zanello, in arte Piotta, accompagnato dal romanzo “Corso Trieste”, firmato insieme al fratello Fabio, scomparso nel 2022.
Ed è proprio Fabio ad ispirare e a guidare Tommaso attraverso questo nuovo disco, che fin dalle primissime settimane ha messo tutti d’accordo, pubblico e critica, con un giudizio pressoché unanime: questo è probabilmente il miglior album di un artista in continua evoluzione, che tra un successo radiofonico e l’altro non ha mai smesso di crescere.
“Mio fratello Fabio mi ha sempre ispirato, anche in passato, ed essendo più grande di 10 anni mi ha fatto scoprire tante cose, dalla musica alla letteratura", racconta il rapper ai microfoni di SBS Italian.
Stavolta la sua non presenza, almeno fisica, mi ha spinto verso una prova in più, cioè quella di riuscire ad essere penna mia ma anche sua, che era un eccelso scrittore
"Ho osato un po’ di più per quanto riguarda l’aspetto letterario dei miei testi, andando verso qualcosa di più cantautorale, senza per questo essere meno rap”, spiega Piotta.
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“Oggi si tende a non parlare di argomenti che in realtà si ha il dovere di affrontare, anche se dolorosi.
Questo approccio si riverbera ovunque, dai social a un grande palcoscenico come quello del primo maggio, dove ero ospite quest’anno e nel quale non è che non siano stati trattati certi argomenti, ma è sembrato quasi mettere apposta una percentuale tecnica per poter dire di averlo fatto. Andrebbe fatto molto di più e non solo lì, ma vedo che non c’è assorbimento da parte della platea”.
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