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- Il senatore Francesco Giacobbe propone la riapertura dei termini per consentire di riottenere la cittadinanza italiana ai cittadini residenti all’estero che sono stati costretti a rinunciarvi
- Il disegno legge presentato fissa a due anni dalla sua approvazione il tempo che consentirebbe, a chi lo desideri, di presentare domanda per riottenere la cittadinanza italiana
Per molte persone di origine italiana la perdita della cittadinanza, dovuta al fatto che in passato non era possibile avere due cittadinanze, è una ferita aperta.
Da questo nasce la proposta del disegno di legge del senatore Francesco Giacobbe, che riaprirebbe i termini per consentire di riottenere la cittadinanza italiana anche agli italiani e alle italiane all’estero che in passato sono stati costretti a rinunciarvi.
“Purtroppo, molti dei nostri connazionali in Australia, quando è stata introdotta in Italia la possibilità di avere la doppia cittadinanza nel 1992, non hanno potuto esercitare l’opzione per il riacquisto della cittadinanza italiana perché avrebbero automaticamente perso la cittadinanza australiana”, ha dichiarato Giacobbe.
“Quindi io con questo disegno di legge voglio che i termini di quella legge del 1992 possano essere riaperti per un periodo di due anni, e in questi due anni chi vuole riacquistare la cittadinanza italiana può farlo senza perdere quella australiana perché nel frattempo la legge in Australia è cambiata", ha spiegato il senatore.
Abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori che cosa significhi per loro mantenere o riottenere la cittadinanza italiana.
In questa maniera non stiamo dicendo altro che: riconosciamo questo diritto sacrosanto di chi dice con le lacrime agli occhi: ‘Io voglio morire italiano’Francesco Giacobbe
"Perdere la cittadinanza significa perdere l'identità", spiega ai microfoni di SBS Italian Umberto Frattali.
Solo quest'anno Frattali è riuscito a riprendere la cittadinanza italiana, dopo sei anni di peripezie burocratiche e dopo 55 anni in Australia, e l'anno prossimo spera di festeggiare il suo 80esimo compleanno in Italia, dove ci sono ancora molti parenti con cui ha un legame profondo.
"Dopo aver vissuto 24 anni in Italia", spiega, "come si fa a perdere tutte le amicizie, la famiglia?". Nel corso della vita ha fatto ritorno nel Bel Paese almeno una ventina di volte, aggiunge.
Nato a Milano ed emigrato in Australia con i genitori, Guido Tresoldi è tra coloro che hanno perso la cittadinanza nel periodo in cui mantenere quella italiana e quella australiana era impossibile.
All'epoca, lavorando per agenzie governative Down Under, avere la cittadinanza australiana era per lui importante.
"Ho perso la cittadinanza italiana nel '79, e quando c'è stata l'amnistia o la sanatoria, diciamo così, nel 1992 la legge australiana non me lo consentiva: se io avessi chiesto la cittadinanza italiana avrei potuto perdere quella australiana, e questo mi avrebbe creato dei problemi".
Per Tresoldi sarebbe importante garantire anche a chi è nella sua situazione di riottenere la cittadinanza italiana, come del resto possono fare i discendenti di cittadini italiani all'estero.
Agata, un'ascoltatrice, è in Australia dal '53, ma si sente "sempre italiana". Mentre lei ha mantenuto la cittadinanza italiana, suo marito aveva dovuto naturalizzarsi.
"Non siamo più giovani, e mio marito sarebbe felice di tornare italiano", conclude, augurandosi che la proposta di legge venga approvata.





