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La Reserve Bank ha portato il tasso d’interesse al 4,1%, segnando il secondo rialzo nel giro di poche settimane.
Una scelta maturata in un contesto di inflazione ancora persistente e di forti pressioni internazionali, legate in particolare all’aumento dei prezzi dell’energia.
Diversi analisti evidenziano infatti come l’inflazione non sia più legata soltanto a fattori interni, come domanda e salari, ma anche a dinamiche esterne, tra cui il costo dell’energia e le tensioni geopolitiche.
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La decisione è stata presa con una maggioranza risicata all’interno del consiglio, a conferma dell’elevata incertezza economica. Anche il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha sottolineato il peso determinante del contesto globale.Paul Scutti, esperto di politica australiana
Sul fronte del carburante, emergono segnali di criticità anche in Australia, con difficoltà di approvvigionamento in alcune aree regionali.
A confermare questa fragilità sono anche i dati: l’Australia importa circa il 90% del carburante, è passata da otto a due raffinerie e dispone di scorte per 30 giorni circa, risultando quindi particolarmente esposta a eventuali shock globali.
Come sottolinea Scutti ai microfoni di SBS Italian, "il governo ha deciso di abbassare gli standard minimi per consentire alle due raffinerie rimaste di operare e garantire comunque l’approvvigionamento, anche a costo di utilizzare carburanti di qualità inferiore".
Infine, uno sguardo alla politica: sabato 21 marzo si terranno le elezioni in South Australia.
"L’aspetto principale sarà capire cosa accadrà al Partito Liberale: se riuscirà a mantenere i seggi ad Adelaide o se verrà progressivamente confinato nelle aree regionali”, ha commentato Scutti ai microfoni di SBS Italian.
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