Per la prima volta in 13 anni, docenti, presidi e personale ausiliario hanno incrociato le braccia per 24 ore, causando l'interruzione delle lezioni in centinaia di istituti. Tra striscioni, slogan e canti, la frustrazione della categoria era palpabile.
Come hanno raccontato ai microfoni di SBS alcuni dei partecipanti alla manifestazione, lo slogan dello Stato «Victoria, lo Stato dell'istruzione» non rifletterebbe più fedelmente le priorità dello Stato.
Gli insegnanti del Victoria sono i meno pagati del Paese e il carico didattico viene ritenuto quasi insostenibile, soprattutto a causa della carenza di strutture e servizi nel settore pubblico rispetto a quello privato.
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Le trattative restano al momento in una fase di stallo: mentre il ministro Ben Carroll difende l'offerta del 17-18% definendola la migliore possibile, i sindacati minacciano nuove mobilitazioni. La richiesta resta ferma su un aumento del 35% in quattro anni.
La crisi, tuttavia, non riguarda solo il Victoria: anche in Tasmania i docenti hanno respinto le proposte governative, delineando una crisi del comparto educativo su scala nazionale.
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