Dalle flessioni della Push-Up Challenge alle corse solidali, le challenge nate per raccogliere fondi e sensibilizzare su cause importanti continuano a coinvolgere migliaia di persone in Australia, e non solo.
Il punto, però, non è solo la prestazione fisica. Come spiega Dan Pasquali, promotore della Push-Up Challenge, queste iniziative servono soprattutto a creare connessioni. “È un’ottima opportunità per connettere le persone e per farle aprire", spiega Dan, cuoco, pasticcere e creatore di contenuti culinari italiano di base a Melbourne. "Quando una persona è stressata o ha dei problemi, parlare con chi le sta accanto può essere terapeutico”.
Per Pasquali l’attività fisica aiuta non solo il corpo, ma anche la salute mentale, e la forza di queste challenge sta proprio nel far sentire le persone parte di qualcosa di condiviso.
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Anche Chiara Murgia, appassionata di corsa e nuoto, ha partecipato in passato a diverse iniziative di fundraising e sottolinea il valore concreto e relazionale di queste esperienze. “Ti trovi dentro queste raccolte fondi per amore dello sport, ma poi conosci le storie individuali e ti coinvolgi di più”, racconta. Secondo Chiara, il punto non è soltanto raccogliere denaro, ma anche portare attenzione su un tema e generare confronto: “Ogni giorno ricevi informazioni che ti fanno riflettere e questo stimola conversazioni, discussioni, crea partecipazione”.
È anche per questo che ha deciso di prendere parte alla Push-Up Challenge di quest’anno.
Per Andrea Comastri, che ha corso oltre 400 chilometri dalle Blue Mountains a Canberra per promuovere inclusione e occupazione delle persone con disabilità, la sfida personale è stata soprattutto un modo per dare visibilità a una causa collettiva.
“Io ero la scusa”, dice, “la cosa fondamentale era attrarre persone e creare un senso di comunità”. Ed è forse proprio qui che queste challenge trovano il loro significato più forte: non nella fatica fine a sé stessa, ma nella capacità di trasformare un gesto simbolico in una rete di sostegno, discussione e presenza pubblica intorno a temi che spesso restano in silenzio.
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