Nato a Pavia, dove ha studiato da geometra, Andrea Giansanti si è ritrovato a suo agio più ai fornelli che sui libri. Trasferitosi poi in Australia, ha fatto esperienza in alcuni ristoranti di prestigio.
Galeotto è stato poi l'incontro con Ahmed, Tito per gli amici, un cuoco egiziano col quale ha aperto un locale di cucina mediorientale a Richmond, nel cuore di uno dei quartieri più dinamici di Melbourne.

Il successo iniziale delle loro pita, una sorta di panino farcito con sapori mediterranei e condito con un tocco di italianità, è stato frenato dal coronavirus.
"Siamo di nuovo nel tunnel del lockdown, ma abbiamo sei settimane per prepararci. Ne usciremo bene", racconta Andrea ai microfoni di SBS Italian.
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"Orari e menù non sono cambiati - specifica poi il 29enne lombardo - e abbiamo introdotto una membership che prevede sconti e offerte per i clienti abituali. Vogliamo ringraziarli per il sostegno che ci hanno dato in questo periodo".
A differenza di altri ristoranti della zona, Andrea e e Tito non solo non hanno chiuso i battenti del loro Pick A Pokit, ma hanno anche pensato ai senzatetto e ai vagabondi della zona, fornendo loro pasti caldi a fine giornata.

I due giovani chef-imprenditori si sono inoltre dotati della licenza per vendere alcolici, che in un'epoca 'normale', con l'MCG colmo di gente dal giovedì al lunedì, avrebbe assicurato un enorme viavai di persone nel locale di Swan street.
Nel loro Pick a Pokit sarà anche allestito anche un proiettore per trasmettere gli eventi sportivi che si disputano a 500 metri di distanza, dal footy al calcio, dal rugby al tennis, ma per il momento a causa del lockdown gli unici clienti sono gli abitanti del quartiere e qualche lavoratore.
"Non siamo stressati perché ci siamo resi conto che delle volte è più difficile pensare qualcosa che farla. Per questo siamo fiduciosi” spiega Andrea Giansanti.
"Il nuovo lockdown imposto per sei settimane è stata una mazzata, ma non ci abbattiamo. Anzi, stiamo contando i giorni che mancano al ritorno alla normalità". Ovvero 36, incrociando le dita.

Il distanziamento sociale e le norme anti assembramento hanno provocato uno tsunami che si è abbattuto sul mondo sulla ristorazione. SBS Italian sta intervistando ristoratori, chef, pizzaioli, pasticcieri e importatori italiani d'Australia che sono riusciti a mantenere in vita le loro attività grazie ad iniziative estemporanee, in qualche caso curiose, sicuramente ingegnose.
Hai perso le puntate precedenti del nostro viaggio per scoprire l'impatto del COVID-19 sui lavoratori della ristorazione? Eccole qui.
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