Molte regioni del centro-nord hanno chiesto al governo di varare lo stato di emergenza per far fronte alla siccità che sta provocando enormi danni ambientali ed economici, con perdite per oltre 1 miliardo di euro.
"Bisogna mettere in campo tutte le risorse per affrontare un problema che sta diventando davvero pesante", ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.
Il Po sta affrontando la più grave crisi degli ultimi 70 anni
Secondo l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, il più grande fiume italiano sta attraversando "la peggior crisi da 70 anni ad oggi".
Con l’eccezione di Piacenza, in tutti i punti del Po in cui si misura il livello del fiume le portate sono ampiamente sotto le medie di giugno e il cuneo salino, cioè il punto in cui l’acqua salata del mare Adriatico è risalita nella pianura, è arrivato a 20 chilometri dalla costa.
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Tranne il Garda, tutti i grandi laghi hanno registrato livelli minimi storici per questo periodo dell’anno, e la neve si è totalmente sciolta sulle Alpi di Piemonte e Lombardia.
In 80 comuni della provincia di Torino e in 25 della provincia di Bergamo, le forniture d’acqua nelle case potrebbero essere razionate di notte.

E mentre è a rischio l'intera produzione di riso nel vercellese, dopo quelle idroelettriche si sono fermate anche alcune centrali termoelettriche del settentrione.
Se i livelli del Po restano bassi, infatti, le pompe non riescono ad aspirare l’acqua che raffredda gli impianti. E siamo solo all’inizio dell’estate.
"Quel che colpisce è proprio quanto presto tutto ciò sia accaduto. Nel senso che è anomalo che situazioni siccitose di questo tipo si verifichino a metà giugno", dichiara a SBS Italian Jacopo Pasotti, divulgatore scientifico e ambientale.
Riascolta l'intervista a jacopo Pasotti:
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