Sono già oltre 1.400 le vittime accertate delle due scosse sismiche che hanno colpito il Venezuela in meno di un minuto. Alcune stime parlano di 55.000 dispersi. Corruzione, soccorsi tardivi e una situazione economica già gravissima potrebbero contribuire ad aggravare le conseguenze del terremoto.
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La disperazione cresce tra i venezuelani che cercano di ritrovare i propri cari tra le macerie, mentre ogni giorno che passa le loro possibilità di sopravvivenza si riducono.
Lo scorso 24 giugno due violenti scosse hanno scosso varie zone del Paese: particolarmente colpita la città di La Guaira, non lontana dalla capitale Caracas, dove decine di corpi recuperati nei giorni scorsi dagli edifici crollati sono stati lasciati all’esterno, affinché i membri della famiglia potessero identificarli.
Inoltre, molte famiglie faticano a racimolare la cifra necessaria per cremare i loro cari.
Ai microfoni di SBS Italian, il giornalista Estefano Tamburrini descrive una situazione gravissima, con tanti venezuelani delusi ed arrabbiati contro le autorità per non aver offerto l'assistenza necessaria.
"C'è qualcosa che si è definitivamente rotto, che era già fragile", spiega Tamburrini. "È il rapporto Stato-popolo".
In questo momento la priorità deve andare tutta al salvataggio delle vite, al salvataggio di quelle vite che sono all'ultimo soffio, sotto le macerie che aspettano... aspettano qualcuno che arrivi.Estefano Tamburrini, giornalista
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