Russia e Cina accusano Washington di destabilizzare la regione Asia-Pacifico e stringono un'alleanza strategica. Intanto cresce la tensione tra Mosca e Kiev, e secondo gli USA il conflitto potrebbe essere imminente.
A poche ore dall'inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Pechino, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il suo omologo cinese, Xi Jingping.
I due leader hanno firmato una dichiarazione congiunta con la quale hanno denunciato la destabilizzante influenza degli Stati Uniti in Europa e nella regione del Pacifico.
Nel documento, i due Paesi denunciano "l'influenza negativa per la pace e la stabilità della strategia attuata degli Stati Uniti nella regione dell'Asia-Pacifico" e si dicono "preoccupati" per la nascita dell'Aukus, l'alleanza militare tra Usa, Gran Bretagna e Australia.
In breve:
- Russia e Cina hanno annunciato un rafforzamento della loro alleanza economica e strategica
- Pechino si sente minacciata dall'AUKUS, mentre il Cremlino non vuole che la NATO stabilisca le basi militari in Europa orientale
- Gli USA accusano la Russia di aver programmato un'invasione dell'Ucraina e le diplomazie internazionali sono al lavoro per evitare il conflitto

Secondo l'Occidente, i russi hanno programmato un'invasione dell'Ucraina attorno al 20 febbraio
Il Cremlino, dal canto suo, teme soprattutto l'eventuale allargamento della NATO e l'installazione di basi militari in Europa orientale. Si spiegano anche così i movimenti dei soldati russi al confine con l'Ucraina.
Movimenti che, secondo l'intelligence americana, starebbero per sfociare in un'invasione del Paese. Non solo, secondo l'amministrazione Biden, Mosca avrebbe già preparato dei video ad arte per poter accusare Kiev e giustificare in questo modo l'intervento delle sue truppe.
Diplomazie al lavoro per riallacciare i rapporti tra Russia e Ucraina
Intanto le diplomazie internazionali sono lavoro per evitare il peggio. Joe Biden ha incontrato il neo cancelliere tedesco Scholtz. Al termine del summit, Stati Uniti e Germania si sono dichiarati d'accordo nel mettere a punto un pacchetto di sanzioni da imporre alla Russia in caso di invasione dell'Ucraina.
La settimana scorsa il ruolo di mediatore era toccato al presidente turco Erdogan, mentre adesso è il turno di Emmanuel Macron.
Il presidente francese si è prima recato a Mosca e poi a Kiev per provare a ripristinare un dialogo tra le parti.
"Se quanto sostengono gli 007 occidentali è vero, abbiamo una settimana di tempo per evitare una guerra dalle conseguenze terribili", spiega il giornalista Giuseppe D'Amato.
Riascolta qui l'analisi del giornalista Giuseppe D'Amato:
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