Si è conclusa il 21 luglio la serie di udienze della commissione del congresso americano che ha studiato quanto accaduto durante l’attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
L'inchiesta ha cercato di stabilire il ruolo che il presidente allora in carica Donald Trump ha ricoperto, prima nel fomentare i suoi sostenitori e poi non intervenendo quando la violenza era imminente o addirittura già iniziata.
La vicepresidente della commissione, la repubblicana Liz Cheney, ha confermato che nuove prove e testimonianze verranno incluse in ulteriori sessioni a settembre, proprio nel mese in cui Donald Trump potrebbe annunciare la sua candidatura alle prossime elezioni del 2024.
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Giampiero Gramaglia, giornalista che segue con particolare attenzione gli Stati Uniti, ricorda come questa inchiesta sia solo "uno dei tasselli giudiziari che in questo momento preoccupano Trump e i suoi sostenitori".
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha contratto il COVID-19, gestendo la malattia in modo molto differente da quanto aveva fatto l'ex presidente Trump.
Il comportamento molto responsabile di Biden si contrappone a quello più disinvolto e irrispettoso della sicurezza altrui di Trump.
Ascolta l'analisi del giornalista Giampiero Gramaglia




