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"Famiglia nel bosco", dalla cronaca alla politica: un caso che divide

Hearing On The "forest Family" Case Of Palmoli

La presidente del tribunale per i minorenni dell'Aquila, Cecilia Angrisano, è ora costretta a vivere sotto vigilanza, in seguito ai pesanti attacchi ricevuti sui social. Source: NurPhoto / Marco Zac/NurPhoto via Getty Images

La vicenda della "famiglia nel bosco" torna al centro del dibattito in Italia con forti risvolti politici, in seguito alle reazioni di alcune delle cariche più alte del governo Meloni.


Il caso della cosiddetta “famiglia del bosco” torna al centro del dibattito in Italia, in seguito alla decisione, lo scorso 5 marzo, del tribunale per i minorenni dell’Aquila di separare l’australiana Catherine Birmingham dai tre figli piccoli con cui viveva in una casa famiglia e trasferire i minori in un’altra struttura.

La decisione è stata presa dopo che gli operatori della casa famiglia hanno segnalato che la cittadina australiana avrebbe sviluppato un comportamento ostile, che di conseguenza avrebbe reso i bambini difficili da gestire.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervista a Carlo Fusi

Ricostruiamo brevemente come è iniziata la vicenda: Catherine Birmingham e suo marito, il britannico Nathan Trevallion, avevano scelto di vivere off-grid nei boschi abruzzesi insieme ai loro tre figli.

Dopo un ricovero per un’intossicazione da funghi nel 2024, le autorità hanno avviato un’indagine sulle condizioni di vita della famiglia, fino ad arrivare alla sospensione della potestà genitoriale e al trasferimento dei bambini in una casa famiglia, con la madre, lo scorso anno.

Con il decreto del tribunale per i minorenni dell’Aquila del 5 marzo 2026 "la situazione è degenerata sotto il profilo politico perché è stata presa in carico dall’intera maggioranza, dall’intero centrodestra e dalla presidente del Consiglio Meloni, che hanno fortemente criticato la decisione dei magistrati", ha spiegato il giornalista Carlo Fusi in collegamento da Roma.

Una politicizzazione della vicenda che "secondo alcuni è stata resa eclatante perché sullo sfondo c’è uno scontro tra la maggioranza e i magistrati, alla luce del fatto che la maggioranza di centrodestra ha varato una riforma della giustizia che i magistrati hanno rigettato fin dall’inizio. Si vota tra dieci giorni e i toni sono diventati accesissimi", ha proseguito Fusi.

Cosa ci dice questo scontro tra diversi apparati dello Stato italiano? Secondo Carlo Fusi "ci dice che in Italia non si riesce a trovare la maniera per un confronto pacato, serio, di merito sulle cose, né sui grandi sistemi come la riforma della giustizia né addirittura sui casi di cronaca, che invece diventano strumenti per amplificare le polemiche".

"È un dramma che purtroppo è stato strumentalizzato dalla politica, che però davvero tocca l’intimo di ciascuno di noi, di chi è genitore. Si capisce quanto possano stare male e quante conseguenze negative possano sopportare, soprattutto i tre bambini", ha concluso Fusi.

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