“La partecipazione al Festival è stata molto importante per me dal punto di vista lavorativo, mi sento molto fortunato per il fatto che il mio progetto artistico sia riuscito ad attraversare questi due anni difficili restando in piedi. Sono ancora qui e non è scontato”.
Giovanni Truppi, il cantautore napoletano reduce dalla partecipazione a Sanremo con la splendida Tuo padre, mia madre, Lucia, dopo quasi due anni torna ai microfoni di SBS Italian.
“Penso che la vita ci porti a semplificare molto, per sopravvivere. È un’operazione che facciamo fin dalla nascita, è una cosa di cui parla Huxley ne Le porte della percezione, facendo riferimento al fatto che assumere delle sostanze ti fa tornare a quando sei appena nato e non hai ancora imparato a codificare la realtà, che quindi ti appare come un enorme magma indecifrabile".
"Quello che noi facciamo, a volte fin troppo, è cercare di crearci delle strutture per poter gestire la realtà e la mole di informazioni che riceviamo da essa”.

"Forse in Italia, rispetto ad altri paesi, si fa più fatica a far comprendere a fondo il mestiere del musicista".
“In realtà la fatica principale credo di averla dovuta fare innanzitutto con me stesso. È una concezione purtroppo che si rispecchia a tanti livelli, fino a quello istituzionale, e per la mia esperienza il primo impatto lo ha proprio sul personale, sull’intimo".
"Per me c’è voluto un po’ di tempo per rendermi conto che questo poteva essere un lavoro e che andava affrontato come tale".
Parlando di Musica - Giovanni Truppi ospite nel 2020

Giovanni Truppi si racconta a "Parlando di musica"
Forse da giovane avevo una visione molto romantica del percorso e della vita dell’artista
“Parlando di Sanremo, ci sono alcune canzoni apparentemente lontane dal mio mondo che negli anni mi hanno colpito, forse ci si potrebbe sorprendere del fatto che mi piaccia molto Perdere l’amore, ad esempio, ma anche Ragazza di periferia di Anna Tatangelo o Sono solo parole, scritta da Fabrizio Moro".
"Ci sono molte canzoni non legate al cantautorato classico che mi piacciono”.

“Se mi chiedi tre canzoni mie alle quali sono molto legato posso dire Come una cacca secca, ma non so spiegarti il perché, ascoltandola mi sembra una canzone particolarmente riuscita".
"Poi mi piace Conversazioni con Marco sui destini dell’umanità, è una canzone molto atipica che mi ha dato particolare soddisfazione. Dal mio primo disco invece cito Dormiamo nudi, sono contento del lavoro che ho fatto, giocando con le strutture e le armonie degli standard jazz”.
Riascolta qui l'intervista a Giovanni Truppi:
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