“Da ragazzino, invece di giocare con i miei amici nei fine settimana o durante le vacanze scolastiche, mio padre mi portava con lui a lavorare. Vedevo quanto lavorava e quanto era faticoso il lavoro in cucina; l’ultima cosa che volevo fare era diventare uno chef”, racconta Guy Grossi su SBS Italian.
"Ma a 15 anni ho finito per iscrivermi alla scuola professionale di cucina, perché quando uno ha questo mestiere nelle vene, non ne può fare a meno”.
Poche personalità del mondo della cucina possono vantare la fama e la storia dello chef italiano Guy Grossi, proprietario di numerosi ristoranti in Australia: Grossi Florentino, Merchant, Ombra, Arlechin a Melbourne e Garum a Perth.
Già nel lontano 1996 Guy riceveva dall'allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, 'L'Insegna Del Ristorante Italiano' per il lavoro di promozione della cultura e dello stile di vita italiani in Australia.
Il mio amore per la cucina è nato con mia mamma, da lì per gli italiani nasce tutto: il nostro è un mestiere di amore
Il padre, Pietro Grossi, pugliese di Carusino in provincia di Taranto, si trasferisce per lavoro a Milano dopo la guerra per scampare alla povertà. Nella capitale lombarda, diventa chef e incontra la madre di Guy, Marisa, originaria di Verona.
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“Si sono sposati e hanno avuto una figlia. Sono stati in Italia fino a quando il signor Viganò - che aveva un albergo molto grande a Melbourne e reclutava il suo personale a Milano - ha trovato mio padre a Milano e l’ha portato in Australia”.
La gavetta di Guy è iniziato con il padre, anche se ha dovuto cercare altrove il primo lavoro retribuito: “Mi ha detto che dovevo prima lavorare per conto mio, fare esperienza. L’ho fatto e poi abbiamo cominciato a lavorare insieme e siamo diventati soci”.
“Mio padre era un fantastico chef, ha imparato a Milano ma prima ancora dalla sua mamma, la sua cucina era molto gustosa. Anche la mia mamma era una cuoca strepitosa”.
Sono stato molto fortunato: sono cresciuto con la polenta e anche con le orecchiette
“Mai prima d'ora il cibo italiano è stato così genuino in Australia: quando mio padre è arrivato qui negli anni ’60, il palato degli australiani era molto diverso. Oggi la gente vuole il cibo autentico: una volta se mandavi in sala la pasta al dente il cliente te la rimandava indietro, ora non puoi assolutamente mandare la pasta stracotta come succedeva un tempo, quella sì che te la rimandano indietro!”.
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Ascolta l'intervista a Guy Grossi:
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
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