In India il conteggio dei voti si sta per concludere con un risultato che il giornalista Carlo Pizzati descrive come inatteso e sorprendente: il primo ministro Narendra Modi si è assicurato come da previsioni un terzo mandato, con un margine che è però inferiore ai risultati del passato e al di sotto delle aspettative.
"Il governo ha raggiunto e superato i 272 seggi necessari in parlamento per costruire una maggioranza", spiega Pizzati, anche se ora Modi dovrà confrontarsi con un governo di coalizione.
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Le elezioni nel Paese più popoloso del mondo sono state un'impresa titanica, sono durate 44 giorni e i votanti alla fine sono stati oltre 640 milioni, con una affluenza di circa il 66 per cento degli aventi diritto.
Nelle ultime settimane c'erano stati quelli che Pizzati descrive come "segnali pessimi che facevano pensare ad una repressione che ha poco a che fare con i crismi della democrazia", ma l'India ha saputo inviare un segnale a Narendra Modi, pur confermandogli la fiducia per i prossimi cinque anni.
La buona notizia è che la democrazia è salva.Carlo Pizzati, giornalista
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