Nelle ore scorse si è concluso il terzo round negoziale tra la delegazione russa e quella ucraina che si sono incontrate a Brest, in Bielorussia.
"Ci sono piccole novità positive nel miglioramento della logistica dei corridoi umanitari", ha detto Mikhailo Podolyak, consigliere e portavoce del presidente ucraino Zelensky.
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Più freddo l'inviato del Cremlino, Vladimir Medinsky, secondo il quale "le aspettative dei russi non sono state soddisfatte".
In breve:
- Mosca e Kiev sono tornate a confrontarsi in Bielorussia, dove i rappresentanti di Russia e Ucraina hanno fatto passi avanti sui corridoi umanitari
- I due Ministri degli esteri hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative e si incontreranno giovedì in Turchia
- Intanto i carri armati russi stringono d'assedio Kiev, dove 13 civili sono morti in un bombardamento

Intanto proseguono le manovre diplomatiche anche sul fronte occidentale: il vertice delle ore scorse tra i leader di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia ha ribadito il no alla no-fly zone sull'Ucraina.
Il presidente russo Putin ha detto infatti senza mezzi termini che un provvedimento del genere sarebbe stato interpretato come una dichiarazione di guerra.
Joe Biden non ha ancora accantonato l'idea di fornire aerei agli ucraini, ma prende forza l'ipotesi che vangano inasprite le sanzioni economiche contro Mosca, con lo stop all'acquisto di petrolio dalla Russia.
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Dopo la missione del premier israeliano a Mosca, i Ministri degli esteri di Russia e Ucraina hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative e si incontreranno giovedì ad Antalya, in Turchia.
In tutto questo, però, gli scontri proseguono e i carri armati russi stringono d'assedio la capitale ucraina Kiev, dove in un singolo bombardamento su una panetteria sono morti almeno 13 civili.
Riascolta qui l'analisi del giornalista Giampiero Gramaglia:
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