Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proclamato il 16 febbraio "giornata dell'unità nazionale" dopo essere stato informato che tutto è pronto per l'attacco russo e che l'invasione è prevista per domani.
Ad avvalorare questa ipotesi, secondo quanto riferito dal Segretario di Stato americano Antony Blinken, si è registrata una drammatica accelerazione nel dispiegamento delle forze militari di Mosca al confine meridionale.
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L'amministrazione di Washington ha per questo chiesto ai cittadini statunitensi di lasciare l'Ucraina e ha annunciato il trasferimento dell'ambasciata americana da Kiev a Leopoli.
In breve:
- Secondo quanto riferito dalla CNN, il presidente ucraino sarebbe stato informato che la Russia invaderebbe il territorio di Kiev mercoledì 16 febbraio
- L'ipotesi, secondo gli USA, sarebbe confermata da un aumento dei movimenti dei contingenti militari russi al confine tra i due Stati
- Intanto l'amministrazione di Washington ha spostato a Leopoli la sede dell'ambasciata statunitense

L'Ucraina è convinta di poter rispondere militarmente all'eventuale aggressione russa
Un'eventuale invasione russa dovrebbe fare i conti con enormi difficoltà logistiche (legate soprattutto alle condizioni del terreno) e militari.
Rispetto al 2014, quando dovette cedere la Crimea alla Russia, il governo di Kiev si è infatti dotato di armamenti ed equipaggiamenti tali da poter rispondere ad un eventuale attacco.
Ci sono poi da considerare anche i risvolti diplomatici della vicenda.
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Il ricorso alle armi potrebbe essere infatti ancora scongiurato con la minaccia di possibili sanzioni economiche occidentali o in seguito ad accordi per sciogliere il nodo del Donbass, la regione ucraina a maggioranza russofona da anni contesa e al centro di un conflitto tra Mosca e Kiev.
Il Cremlino, dal canto suo, resta fortemente contrario all'ipotesi di un ingresso dell'Ucraina nella NATO. Una circostanza che porterebbe l'Alleanza Atlantica ad installare basi militari alle porte di Mosca.

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Sul fronte diplomatico, nelle ore scorse il Cancelliere Olaf Scholz ha incontrato e il presidente ucraino Zelensky e oggi il capo del governo tedesco sarà al Cremlino per incontrare Vladimir Putin, al quale dirà che l'ingresso dell'Ucraina della NATO non rientra nell'agenda occidentale.
Infine il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio oggi è atteso a Kiev, dopodiché in settimana dovrebbe volare a Mosca per incontrare il suo omologo russo Lavrov.
Riascolta qui l'analisi del giornalista Giuseppe D'Amato:
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