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Dopo anni di attesa, il sogno di una seconda divisione nazionale diventa finalmente realtà.
Domani prenderà il via la prima edizione dell’Australian Championship, una competizione che molti già definiscono la nuova Serie B australiana, con sedici squadre ai nastri di partenza, tra cui le storiche società di origine italiana come Marconi Stallions, West Apia e Avondale.
Delle 55 partite complessive, 17 saranno trasmesse in diretta su SBS, partner ufficiale del torneo, mentre tutte le altre saranno disponibili in streaming su SBS On Demand.
Ma perché tanto entusiasmo per quella che, sulla carta, sembra “solo” una seconda serie, in un Paese dove il calcio non è lo sport più seguito?
Perché l’Australian Championship non è solo un campionato: è un nuovo inizio.

È un torneo che riaccende la passione delle comunità che hanno fondato il calcio australiano, ma guarda anche al futuro, offrendo spazio ai giovani e nuove opportunità di crescita per tutto il movimento.
Il legame con il passato affonda le radici nella National Soccer League (NSL), che dal 1977 al 2004 rappresentò il massimo campionato australiano: un torneo fatto di rivalità, comunità e orgoglio.
La NSL mi riporta alla mente i ricordi d’infanzia, quando con mio zio andavo al Lambert Park a tifare per l’APIALuca Falcone, allenatore dei NSW Spirit FC
Dalle sue ceneri nacque l’attuale A-League, ma tra i tifosi rimase un grande vuoto: nella NSL si respirava un forte senso di appartenenza verso club che rappresentavano intere comunità.
Uno degli obiettivi dell’Australian Championship è proprio quello di riscoprire la passione autentica che legava le persone alla squadra della propria comunità — un aspetto che si era in parte perso con l’avvento della A-League.
“Credo che l’Australian Championship farà riscoprire la passione per il calcio a tante persone che l’avevano persa con l’avvento della A-League. È un torneo che unisce, perché riporta tutti insieme: club, comunità e tifosi”, aggiunge Luca Falcone ai nostri microfoni.
L’Australian Championship è stato creato inizialmente da otto club fondatori, tra cui spiccano i Marconi Stallions, fondati nel 1958 da un gruppo di immigrati italiani e protagonisti assoluti dell’epoca NSL.
“Oggi il club punta a essere protagonista anche in questa nuova competizione, nonostante le spese sostenute per il rinnovamento della società abbiano spinto alcuni giocatori a lasciare la squadra in cerca di ingaggi più ricchi”, racconta Maurizio Pagnin, Cultural Relations Manager del Club Marconi ai nostri microfoni.

Il torneo si gioca con un formato simile alla Champions League: quattro gironi da quattro squadre, partite di andata e ritorno, poi quarti di finale, semifinali e la grande finale il 6 dicembre a Melbourne.
Per tutti gli appassionati di calcio, l’appuntamento è per domani sera, con la partita inaugurale tra South Melbourne e Sydney Olympic, una delle rivalità più iconiche del calcio australiano, in diretta su SBS VICELAND dalle 6.55pm.
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