Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube sono attualmente sotto indagine per un possibile mancato rispetto del divieto.
Secondo il decreto, le aziende di social media che non adottano misure ragionevoli per conformarsi al divieto rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari.
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La Commissaria per la sicurezza online dell’Australia, Julie Inman Grant, ha dichiarato: “Stiamo valutando cosa hanno fatto e dove stanno venendo meno. Ora, voglio rassicurarvi: se una piattaforma non ha adottato le misure ragionevoli necessarie per conformarsi, interverremo. Questo è il nostro ruolo e siamo impegnati a svolgerlo”.
In un recente rapporto stilato dall’ufficio della Commissaria si afferma che, nei primi tre mesi dall’introduzione del divieto, sono stati compiuti alcuni progressi, tra cui la rimozione su larga scala di account appartenenti a minori di 16 anni e lo sviluppo di procedure più efficaci e semplici per segnalare utenti minorenni.
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