Il 17 febbraio, il neo leader dei Liberali, Angus Taylor, ha annunciato la composizione del suo nuovo governo ombra. Tra le nomine vi sono Andrew Hastie, Jacinta Nampijinpa Price, Jane Hume e Tim Wilson.
Le nomine di Taylor "segnano una chiara vittoria per l'ala conservatrice del partito e un evidente ridimensionamento dell'influenza dei sostenitori di Sussan Ley", ha spiegato il commentatore politico Paul Scutti.
"Il ritorno nel governo ombra di alcuni membri dei Nationals rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti dopo la rottura con i Liberali, che aveva certamente contribuito alla fine della leadership di Ley", ha aggiunto.
Nel frattempo, il governo federale ha emesso un temporary exclusion order (“ordine temporaneo di esclusione”) nei confronti di uno dei 34 australiani rilasciati da un campo di detenzione nel nord della Siria che ospitava i familiari di presunti militanti del cosiddetto Stato Islamico.
Nella vicenda è intervenuta anche la leader di One Nation, Pauline Hanson, la quale, come ha sottolineato Scutti, "aveva rilasciato dichiarazioni particolarmente controverse, sostenendo che non esista alcun musulmano moderato e che in alcune periferie australiane gli occidentali non siano più i benvenuti".
"Dopo la condanna pubblica, Hanson ha in parte ritrattato queste affermazioni", ha spiegato Scutti.
Secondo i sondaggi più recenti, il partito di Hanson, One Nation, continua a guadagnare consensi, anche in vista delle elezioni statali del Victoria del prossimo novembre.
"Al momento One Nation è data all’11% dei consensi; alle elezioni di quattro anni fa aveva ottenuto appena lo 0,2%. Questa crescita deriva quasi interamente da voti sottratti alla coalizione, che infatti scende dal 39% al 30%".
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervento di Scutti
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