Innumerevoli i successi in quasi 40 anni di carriera, da Self Control a Infinito, passando per Cosa resterà degli anni ’80, Battito animale, Sei la più bella del mondo, Nei silenzi e tantissime altre, Raf torna dopo 7 anni con “Cherie”, singolo che si preannuncia l’ennesima hit del cantautore.
In questa intervista rilasciata a Lorenzo Santangelo per SBS Italian, l’artista parla dei prossimi progetti, del passato e delle canzoni a cui è più legato. Con una sorpresa per quanto riguarda il suo album preferito.
“Questo nuovo singolo fa parte di quel mio repertorio legato alla musica che si può anche ballare", racconta Raf.
“Cherie è volutamente una canzone leggera perché stiamo vivendo anni molto difficili e credo che ci sia bisogno di un po’ di evasione".
"Io cerco leggerezza nella musica e penso che la gente come me vada a mettere nelle playlist anche canzoni che servono per ricaricare le batterie, e non solo quelle profonde".
Dietro Cherie ci sono due anni di lavoro
"Francamente oggi non si riescono a vedere spiragli di un futuro possibile per le nuove generazioni, la musica serve anche a questo. Delle volte è come una pacca sulla spalla data da un amico. Tutto questo è Cherie, da non confondere con i tormentoni estivi creati a tavolino".
"Dietro a questa canzone ci sono due anni di lavoro, è una canzone sentita, non è stata fatta apposta da un team di autori, è una canzone nata da me, come sempre con grande passione e amore”.

“Come dice l’inizio della canzone, oggi c’è tanto caos nella cultura, nella società, nella geopolitica, è un mondo che sembra essere alla fine di un’epoca e che ha bisogno di un rinnovamento totale".
"C’è il problema del clima, o quello di una globalizzazione che è diventata solo a favore di grandi multinazionali e di conseguenza di grandi potenze economiche. Tutto questo influisce sulla cultura".
Stiamo vivendo anni molto difficili e serve evasione. Cherie è una canzone leggera, come la pacca sulla spalla di un amico, per ricaricare le batterie
"E poi i social hanno cambiato tutto, anche nella musica. Ritengo che la cattiva informazione oggi crei grossi danni, perché la gente non riesce più a capire dove sia la verità".
"A me è capitato qualche anno fa, mentre ero in tour, un fatto molto spiacevole. Venne fuori una notizia, rilanciata anche da importanti giornali nazionali, che diceva a caratteri cubitali: “è morto Raf”.
"Per tutti ero morto io, in realtà si trattava di un ragazzo che faceva il percussionista, di nome Raffaele, che nemmeno si faceva chiamare Raf. Ma qualcuno ha avuto questa bella idea, solo per ottenere più views”.

“Questo singolo anticipa il nuovo album, un progetto a cui lavoro da tanto tempo, ed è l’inizio di un nuovo percorso".
"Ormai a 62 anni suonati dovrò tirare fuori tutte le mie energie per cercare di portare a termine questo progetto ambizioso che durerà ancora almeno un anno”.
Parlando di Musica - Ron

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“L’album a cui sono più legato è sicuramente La prova. Per me quello è stato un periodo bellissimo, nel quale siamo stati in studio tanto tempo, vivendo insieme per mesi e mesi in una sorta di comunità, passando tutti i giorni in studio a suonare".
"All’epoca avevo esposto questo progetto alla mia casa discografica, ovvero volevo fare un disco rock, che è il genere con cui sono nato artisticamente".
"Apparentemente hanno accettato questa scelta, ma poi, e non capisco ancora perché, hanno ritenuto di non supportare a dovere quel disco, che per me è l’album più bello, ma anche quello che ha venduto di meno".
"Invece tra le canzoni singole c’è Infinito, una canzone che ancora oggi sembra non avere tempo. La faccio sempre in chiusura dei miei live, una sorta di arrivederci al mio pubblico. Poi ce ne sono tante che ho dedicato esplicitamente a mia moglie, oltre a Iperbole e Little girl, scritte per i miei figli”.
Riascolta qui l'intervista a Raf:




