Dortmund, Germania, 4 luglio 2006. L'Italia gioca nella tana dei tedeschi e vince in un modo indimenticabile. In finale, il 9 luglio a Berlino, ci sono i rivali di sempre, i galletti transalpini.
COSA, DOVE, COME
- Al Westfalenstadion di Dortmund l'Italia sfida i padroni di casa.
- All'Olympiastadion di Berlino, invece, la finalissima vede gli azzurri opporsi alla Francia di Zidane
- Entrambe le partite, al di là del mero risultato, entreranno nella memoria di tutti gli italiani per episodi ormai celebri.
Per quest'ultimo viaggio nella storia dei Mondiali di calcio vi portiamo nella happy place calcistica più recente del calcio italiano, ossia la doppia impresa degli Azzurri nella semifinale e nella finale del 2006.
Usciti da un quarto di finale abbastanza in scioltezza (3-0 all'Ucraina, Zambrotta e doppio Toni), l'Italia viene accolta dai padroni di casa della Germania, in uno stadio, quello di Dortmund, nel quale i tedeschi non avevano mai perso prima.

Quella Germania, seppur senza stelle particolarmente luminose, poteva contare su calciatori comunque fortissimi, come Klose, Ballack, Podolski e Schweinsteiger.
Inoltre, i teutonici avevano eliminato una delle grandi favorite, l'Argentina di Riquelme (ai calci di rigore) ai quarti.
Secondo Riccardo Cucchi, voce storica di Radio Rai che raccontava le partite dell'Italia in quel Mondiale, i tedeschi erano certi di fare degli Azzurri un sol boccone.
Quella giocata contro la Germania a Dortmund è stata la più bella mai giocata dagli Azzurri contro i tedeschiR. Cucchi
L'Italia accetta la sfida a viso aperto, e nel finale gioca con quattro attaccanti (Totti, Del Piero, Iaquinta e Gilardino).
Ma la partita, lo sappiamo tutti, la decidono Pirlo e Grosso.

Dopo la vittoria in semifinale, c'è un'altra sfida epocale, quella contro i francesi.
I galletti ci avevano buttati fuori dal mondiale '98 ai rigori, e due anni dopo ci avevano strozzato in gola l'urlo europeo, rimontando in finale al novantesimo con Wiltord il vantaggio di Delvecchio, e finendo l'opera con il golden gol di Trezeguet (su assist sempre di Wiltord).
Chiudete gli occhi, e ripercorrete con le voci di Riccardo Cucchi e Fabio Caressa quella settimana indimenticabile.

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