Pasadena, California, 23 giugno 1994. I "cafeteros" sono tra i favoriti per il successo nei Mondiali statunitensi. Ma va tutto storto, e quella spedizione finisce in tragedia.
Cosa, dove, come
- Al Rose Bowl di Pasadena, si sfidarono i padroni di casa degli Stati Uniti e la Colombia
- La partita terminò 2-1 per gli Yankees, e fu decisiva l'autorete del difensore colombiano Andrés Escobar
- Il giornalista Darwin Pastorin era al seguito dei cafeteros durante quel Mondiale
El caballero de la cancha, il gentiluomo del campo. Così era soprannominato Andrés Escobar, il difensore che, assieme ai suoi compagni di squadra della Colombia iniziò il Mondiale del 1994 tra i favoriti per la vittoria.

Quella nazionale era una tra le più forti versioni dei cafeteros mai viste. La squadra, allenata dal tecnico Francisco "Pacho" Maturana, era piena di campioni formidabili, dal "Gullit biondo" Josè Valderrama a Tino "El Pulpo" Asprilla, da Adolfo "El Trèn" Valencia fino a Freddy "El Coloso" Rincón.
La squadra di Maturana, che pochi mesi prima aveva umiliato l'Albiceleste di Batistuta vincendo 5-0 al Monumental di Buenos Aires, era condierata tra la principali contendenti alla vittoria finale.

In quegli anni, il cosiddetto Narcofútbol, ovvero l'intromissione delle smisurate risorse finanziarie dei narcotrafficanti colombiani-tra cui l'altro Escobar, Pablo, nei club colombiani, permise alle squadre colombiane di trattenere i migliori talenti.
A dimostrazione di questo salto di qualità calcistica, l'Atlético Nacionàl di Medellin, squadra di proprietà di Pablo Escobar e nella quale giocava Andrés, arrivò a contendersi la Coppa Intercontinentale contro il Milan di Arrigo Sacchi.

Ma la partita d'esordio dei cafeteros andò male, e i colombiani, contro gli Stati Uniti, erano già ad una partita da dentro o fuori.
Quell'autogol - l'unico della sua carriera - costò carissimo al Caballero, che appena tornato in patria pubblicò un messaggio ai tifosi colombiani sul quotidiano El Tiempo, messaggio che con il senno di poi suonava come un nefasto presagio.
“Por favor, que el respeto se mantenga. Hasta pronto, porque la vida no termina aquí” (Per favore, manteniamo il rispetto. CI vediamo presto, perchè la vita non finisce qui.Andrés Escobar
Il giornalista Darwin Pastorin, che seguiva le squadre sudamericane a USA '94 e che in quei giorni conobbe personalmente Andrés, ci ha aiutato a ricostruire la storia che si concluse con l'uccisione di Escobar al rientro in Colombia.
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