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FestivalMar, cosa possiamo fare per proteggere il polmone blu della Terra?

Foto di gruppo con gli organizzatori del Festivalmar di Milano

Foto di gruppo con gli organizzatori del Festivalmar di Milano Source: Jeshua Saldana

Gli oceani regolano la temperatura del pianeta, eppure ogni anno nei mari vengono scaricate 9 milioni di tonnellate di plastica. La salvaguardia dell'ambiente marino è stata al centro di un evento organizzato dalla Onlus Worldrise.


Termina domani il plastic free July, un’iniziativa della Plastic Free Foundation nata nel 2011 e che si pone come obiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sui danni provocati all'ambiente dalla plastica e dai suoi derivati.

Un mese durante il quale organizzazioni e istituzioni concentrano gli sforzi per informare sugli effetti di pratiche e abitudini consolidate, che producono un impatto enorme sul cima e sull'ecosistema, in particolare su quello marino.

Un uomo raccoglie del materiale riciclabile in una montagna di rifiuti a Nairobi, in Kenya
Un uomo raccoglie del materiale riciclabile in una montagna di rifiuti a Nairobi, in Kenya Source: AP

A partire dalla rivoluzione industriale, infatti, gli oceani hanno assorbito il 93% dell’aumento del calore provocato dai gas serra e - senza la loro azione raffreddante - oggi le temperature in tutto il mondo sarebbero (ancora) più alte.

Questo processo ha causato il riscaldamento delle acque fino a duemila metri di profondità e ha provocato il loro inevitabile impoverimento.

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Consumiamo le risorse di quasi due pianeti

I mari assorbono anche un terzo dell’anidride carbonica e producono più il 50% dell’ossigeno – da cui la definizione di polmone blu del pianeta – ma l’acidificazione delle loro acque è aumentata in maniera esponenziale e raggiungerà il 170% entro la fine di questo secolo.

Proteggere i mari non significa quindi solo prevenire la scomparsa di molte specie animali o contrastare lo sbiancamento dei coralli, ma significa in primis salvaguardare la salute di tutto il pianeta.

Un'immagine del porto di Chennai, in India
Un'immagine del porto di Chennai, in India Source: EPA

Con 8.300 km di coste, l’Italia è il quinto paese in Europa e il quattordicesimo al mondo per estensione di litorali. L'Australia, che vanta 25mila chilometri di coste, è il sesto al mondo.  

Proprio il peso specifico e l'importanza di questo habitat prezioso per le vite di tutti noi è stato celebrato nella Giornata mondiale degli oceani, in occasione della quale a Milano è stato organizzato il primo FestivalMar.

È importante fare informazione e coinvolgere gli abitanti delle città, perché la vita di tutti noi dipende dal mare

A ideare e gestire l'evento è stata la Onlus Worldrise, fondata dalla biologa marina Mariasole Bianco e da Virginia Tardella, due milanesi accumunate da un recente passato in Australia e tramite le attività della loro associazione puntano a diffondere la cultura della tutela e della valorizzazione dell’ambiente marino. 

Un ecosistema oggi più che mai in pericolo, per via non solo dell'inquinamento, ma anche dell'erosione delle coste, della pesca illegale e delle microplastiche.

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"Le prime risposte a questi problemi spettano alla politica e alle istituzioni, ma anche i semplici cittadini possono fare molto", spiega Virginia Tardella, vice presidente di Worldrise, al microfono di SBS Italian

"Ed è per questo che manifestazioni come FestivalMar possono contribuire a cambiare le cose, partendo dai piccoli gesti quotidiani di ognuno di noi".

Un'immagine della pulizia del Naviglio durante il FestivalMar
Un'immagine della pulizia del Naviglio durante il FestivalMar Source: worldrise.org

"FestivalMar è stata una tre-giorni di laboratori per bambini, workshop per adulti, performance musicali, mostre d’arte, dibattiti, docu-film e clean up per portare il mare in città", aggiunge Virginia.

"È stato un evento di divulgazione, intrattenimento e di valorizzazione del nostro patrimonio marino, ricordando a tutti quanto siamo connessi al mare e quanto il mare sia importante per noi". 

Sviluppiamo progetti che coinvolgono in maniera creativa le nuove generazioni. Speriamo che tutti capiscano che qualcosa si può e si deve fare

La scelta del nome non è casuale; quella di Milano come location neanche. Per proteggere la riserva idrica della Terra, è importante iniziare a cambiare lo status quo partendo dai centri urbani e industriali, che attraverso i fiumi diventano tra i maggiori inquinatori delle acque degli oceani.

L'iniziativa di Worldrise è stata anche l'occasione per lanciare iniziative come la pulizia delle strade attorno al Naviglio (e del Naviglio stesso) e come Ecorider, il progetto dedicato a ridurre l'impatto ambientale dell'industria musicale.

"Tutti noi abbiamo un impatto. Dobbiamo solo decidere se vogliamo essere parte della soluzione, invece che del problema", conclude Virginia.

L'immagine di una delle attività organizzate nell'ambito del primo FestivalMar
L'immagine di una delle attività organizzate nell'ambito del primo FestivalMar Source: worldrise.org

Riascolta qui l'intervista a Virginia Tardella, co-fondatrice e vice presidente della Onlus Worldrise:

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