Termina domani il plastic free July, un’iniziativa della Plastic Free Foundation nata nel 2011 e che si pone come obiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sui danni provocati all'ambiente dalla plastica e dai suoi derivati.
Un mese durante il quale organizzazioni e istituzioni concentrano gli sforzi per informare sugli effetti di pratiche e abitudini consolidate, che producono un impatto enorme sul cima e sull'ecosistema, in particolare su quello marino.

A partire dalla rivoluzione industriale, infatti, gli oceani hanno assorbito il 93% dell’aumento del calore provocato dai gas serra e - senza la loro azione raffreddante - oggi le temperature in tutto il mondo sarebbero (ancora) più alte.
Questo processo ha causato il riscaldamento delle acque fino a duemila metri di profondità e ha provocato il loro inevitabile impoverimento.
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Consumiamo le risorse di quasi due pianeti
I mari assorbono anche un terzo dell’anidride carbonica e producono più il 50% dell’ossigeno – da cui la definizione di polmone blu del pianeta – ma l’acidificazione delle loro acque è aumentata in maniera esponenziale e raggiungerà il 170% entro la fine di questo secolo.
Proteggere i mari non significa quindi solo prevenire la scomparsa di molte specie animali o contrastare lo sbiancamento dei coralli, ma significa in primis salvaguardare la salute di tutto il pianeta.

Con 8.300 km di coste, l’Italia è il quinto paese in Europa e il quattordicesimo al mondo per estensione di litorali. L'Australia, che vanta 25mila chilometri di coste, è il sesto al mondo.
Proprio il peso specifico e l'importanza di questo habitat prezioso per le vite di tutti noi è stato celebrato nella Giornata mondiale degli oceani, in occasione della quale a Milano è stato organizzato il primo FestivalMar.
È importante fare informazione e coinvolgere gli abitanti delle città, perché la vita di tutti noi dipende dal mare
A ideare e gestire l'evento è stata la Onlus Worldrise, fondata dalla biologa marina Mariasole Bianco e da Virginia Tardella, due milanesi accumunate da un recente passato in Australia e tramite le attività della loro associazione puntano a diffondere la cultura della tutela e della valorizzazione dell’ambiente marino.
Un ecosistema oggi più che mai in pericolo, per via non solo dell'inquinamento, ma anche dell'erosione delle coste, della pesca illegale e delle microplastiche.
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Siccità, l'Italia va verso lo stato di emergenza
"Le prime risposte a questi problemi spettano alla politica e alle istituzioni, ma anche i semplici cittadini possono fare molto", spiega Virginia Tardella, vice presidente di Worldrise, al microfono di SBS Italian
"Ed è per questo che manifestazioni come FestivalMar possono contribuire a cambiare le cose, partendo dai piccoli gesti quotidiani di ognuno di noi".

"FestivalMar è stata una tre-giorni di laboratori per bambini, workshop per adulti, performance musicali, mostre d’arte, dibattiti, docu-film e clean up per portare il mare in città", aggiunge Virginia.
"È stato un evento di divulgazione, intrattenimento e di valorizzazione del nostro patrimonio marino, ricordando a tutti quanto siamo connessi al mare e quanto il mare sia importante per noi".
Sviluppiamo progetti che coinvolgono in maniera creativa le nuove generazioni. Speriamo che tutti capiscano che qualcosa si può e si deve fare
La scelta del nome non è casuale; quella di Milano come location neanche. Per proteggere la riserva idrica della Terra, è importante iniziare a cambiare lo status quo partendo dai centri urbani e industriali, che attraverso i fiumi diventano tra i maggiori inquinatori delle acque degli oceani.
L'iniziativa di Worldrise è stata anche l'occasione per lanciare iniziative come la pulizia delle strade attorno al Naviglio (e del Naviglio stesso) e come Ecorider, il progetto dedicato a ridurre l'impatto ambientale dell'industria musicale.
"Tutti noi abbiamo un impatto. Dobbiamo solo decidere se vogliamo essere parte della soluzione, invece che del problema", conclude Virginia.

Riascolta qui l'intervista a Virginia Tardella, co-fondatrice e vice presidente della Onlus Worldrise:
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