Amburgo, 23 giugno 1974. Va in scena il primo (e unico) confronto mondiale tra Est e Ovest. Per i figli della DDR sono "90 minuti di lotta di classe", per i "wessis" è "noi contro di noi". E quel gol, ancora oggi, vive nella memoria di tutti i tedeschi.
Cosa, dove, come
- Al Volksparkstadion di Amburgo, si sfidarono per la prima volta le nazionali maggiori di calcio delle due Germanie
- La partita finì con la vittoria della DDr per 1-0
- Ad Amburgo, quel giorno, c'era anche il giornalista Italo Cucci, che ci ha raccontato i suoi ricordi di quella giornata
In questa prima puntata di "Storie Mondiali" vi portiamo indietro ai Mondiali del 1974, che ebbero luogo in Germania Ovest.
Le due Germanie finirono nello stesso girone, e si affrontarono per la prima e ultima volta a livello di nazionali maggiori.

La partita fu, per ovvie ragioni, vissuta non soltanto come evento sportivo, ma come scontro fra civiltà e culture: da una parte quella della Germania Orientale, satellite socialista dell'URSS, e dall'altra quella della Germania Ovest, occidentale per usi, costumi e sfera d'influenza politica.
Dal punto di vista calcistico, il divario tra le due squadre era enorme. La Germania Ovest avrebbe poi vinto quel Mondiale, superando in finale l'Olanda del Total Voetbal di Cruyff.

Per dare un'idea del clima politico che si respirava, due mesi prima della partita venne arrestato Günter Guillaume, assistente personale del cancelliere della Germania Ovest Willy Brandt, con l'accusa di essere una spia della famigerata Stasi.
Lo stesso Brandt si dimise due settimane dopo.

La rete che decise la partità, ad opera dell'ala del Magdeburgo Jürgen Sparwasser, entrò nell'immaginario collettivo ma anche nella cultura alta, grazie alle immortali parole del premio Nobel per la letteratura Günter Grass.
Sparwasser accalappiò il pallone con la sua testa, se lo portò sui suoi piedi, corse di fronte al tenace Vogts e, lasciandosi persino Höttges dietro, lo piantò alle spalle di Maier in rete.G.Grass

A seguire quella partita furono inviati tantissimi giornalisti, tra i quali il direttore di Italpress Italo Cucci, che ci ha aperto il suo scrigno dei ricordi, raccontandoci le sue sensazioni da testimone di quell'evento storico.
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