A seguito dell’arresto di un dipendente di un asilo accusato di crimini sessuali, l’attenzione dei media si è concentrata sul percorso d’immigrazione per chi lavora nel settore dell’infanzia.
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L'arresto di Joshua Dale Brown, un 26enne di Point Cook incriminato con oltre 70 capi di accusa di molestie sessuali verso otto bambini in diversi centri per l'infanzia di Melbourne, ha causato rabbia e preoccupazione tra i genitori e sollevato interrogativi sulle modalità di ottenimento delle qualifiche per lavorare nel settore.
Alcuni esperti hanno dichiarato, parlando alla ABC, che migliaia di studenti stanno ricevendo qualifiche accelerate per lavorare nei centri di assistenza all'infanzia e che questo comprometterebbe gli standard di sicurezza.
In particolare viene criticato il fatto che alcuni di questi corsi possano essere utilizzati unicamente come percorsi per l'ottenimento del visto, svalutando la qualità dei centri per l'infanzia.
Ma è vero che chi lavora in questo settore ha un percorso privilegiato per ottenere il visto?
Ascolta l’analisi dell’agente di immigrazione Emanuela Canini cliccando il tasto “play” in alto a sinistra
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