Il Pakistan ha saputo mediare tra Washington e Teheran ed ora ospiterà i colloqui diretti per una conclusione definitiva della guerra: come è arrivato questo Paese ad assumere un ruolo di primo piano nella diplomazia internazionale? E la tregua reggerà, nel percorso verso la fine della guerra?
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Nei giorni scorsi Donald Trump aveva minacciato di distruggere l’intera civiltà iraniana se lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto per il transito di petrolio e gas, cruciale nel mercato globale, e poi cosa è successo?
Ad un paio di ore dalla scadenza dell’ultimatum, il Pakistan ha proposto a Stati Uniti ed Iran un cessate il fuoco di due settimane per permettere alla diplomazia di trovare una via d’uscita: pochi minuti dopo è arrivato il sì, prima da Washington e poi da Teheran.
"Il Pakistan storicamente ha un ruolo molto importante nel dialogo tra Washington e Teheran" spiega ai microfoni di SBS Italian Carlo Pizzati, giornalista esperto del subcontinente indiano.
Secondo Pizzati "è stato un uomo in particolare" ad avvicinare Trump al Pakistan "a conquistarlo, a sedurlo nominandolo per il Nobel per la pace, iscrivendo il Pakistan agli eletti del Board of Peace (...) il feldmaresciallo Syed Hasim Munir Ahmed Shah, noto come Munir, che è il vero uomo forte, il generale che controlla tutti gli eserciti e i militari pakistani".
È possibile che Trump e l'America arrivino ad Islamabad venerdì, all'incontro previsto per discutere con l'Iran, con un desiderio molto più forte di quello che pensiamo di mettere fine a tutto questo.Carlo Pizzati, giornalista
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