Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere già questa settimana in Pakistan, che la guerra è "vicina alla conclusione" e che nessuna nave è passata dallo Stretto di Hormuz in seguito alla sua chiusura completa imposta dagli Stati Uniti.
Sia sul raggiungimento della pace sia sull’effettiva chiusura totale dello stretto, però, restano molti dubbi. "Arrivano notizie non molto chiare, tutto è vago e molto contraddittorio ed è davvero difficile districarsi in questa situazione", ha spiegato il giornalista Michele Giorgio.
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In questo quadro, si è tenuto a Washington il primo incontro diretto tra Israele e Libano dopo decenni. I colloqui sono stati definiti "costruttivi" in una nota congiunta di Stati Uniti, Israele e Libano, aprendo alla possibilità di negoziati diretti tra Beirut e Tel Aviv.
Anche su questo fronte, però, il corrispondente de Il Manifesto per il Medio Oriente invita alla cautela.
Dal punto di vista storico queste trattative segnano qualcosa di importante. Però bisogna anche dire che questi colloqui non hanno certo prodotto il risultato che qualcuno sperava, e cioè l’ingresso in una fase più concreta che possa portare alla normalizzazione dei rapporti.Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto per il Medio Oriente
Dal lato israeliano, Michele Giorgio ha spiegato che "il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, qualche ora fa ha ripetuto che tutto è pronto per continuare gli attacchi su più fronti, dall’Iran al Libano".
Mentre in Libano "dobbiamo tenere presente la situazione interna al Paese, se è vero che esiste una porzione importante della popolazione libanese che vuole il disarmo di Hezbollah, un’altra porzione significativa della popolazione sta con Hezbollah", ha aggiunto Giorgio.
Nel frattempo, il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione in materia di difesa con Israele, in vigore dal 2016. "Meloni ha dovuto prendere le distanze da Israele, un partner molto importante, perché alcune decisioni israeliane sono andate direttamente contro l'Italia", ha concluso Giorgio.
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