Benjamin Netanyahu ha chiarito che non vi sarà alcuna tregua in Libano, pur confermando l’avvio di colloqui bilaterali con Beirut.
"Non ci sarà nessun cessate il fuoco in Libano", ha detto in un messaggio televisivo. "Non smetteremo di attaccare Hezbollah con forza".
E con forza è stata colpita la capitale Beirut: secondo il Ministero della Salute libanese gli attacchi di ieri sono costati la vita a 303 persone, e 1.150 sono stati i feriti: dal 2 marzo, il bilancio sale così a 1.888 morti e 6.092 feriti.
Il primo ministro israeliano ha anche aggiunto che gli obiettivi israeliani dell'operazione "Eternal Darkness" in Libano sono duplici, ossia la smilitarizzazione di Hezbollah e una pace duratura con il Libano.
"Il nome dato all'operazione fa accapponare la pelle", ha detto il giornalista de Il Manifesto Michele Giorgio, "e stride con le intenzioni pacifiche espresse da Netanyahu".
"In realtà Israele vorrebbe continuare anche la guerra con l'Iran", ha commentato.
Israele aspetta un passo falso di Teheran per tornare a fare la guerraMichele Giorgio
Giorgio ha anche analizzato i temi che verranno affrontati nei negoziati a Islamabad e del gradimento interno di Netanyahu, il cui processo per corruzione riprenderà domenica.
"Paradossalmente Israele e Stati Uniti hanno vinto la guerra solo militarmente, ma politicamente Teheran, se non ha vinto, certamente ha pareggiato", ha commentato Giorgio.
"A Islamabad l'equilibrio sarà davvero delicatissimo, vedremo come andranno i negoziati", ha dichiarato.
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.



