Torna a tenere banco il tema del caro-bollette. Terminati i sussidi governativi per alleggerire la pressione sui consumatori, il paradosso australiano del gas torna a farsi sentire.
Un Paese che è tra i maggiori esportatori di gas al mondo, ma i cui cittadini pagano bollette salatissime. Ebbene, il governo sembra intenzionato a intervenire e obbligare alcuni fornitori di gas a riservare fino al 25% di gas al mercato interno dal 2027.
"Se dovessi valutare le proposte del governo, Albanese non arriverebbe alla sufficienza", esordisce il professor Massimiliano Tani, docente di finanza alla UNSW: "Bene che si parli di questa situazione assurda, ma è un piano un po' campato in aria perché riguarda solo poche aziende e tutte della Costa Est".
Con Tani abbiamo anche analizzato le previsioni degli esperti, che darebbero il dollaro australiano in rampante ripresa nell'anno venturo: "È il classico fumo negli occhi, perché tutto dipende dai prezzi, e non solo dal cambio".
Infine, Tani ha parlato di una nuova valuta "crypto" in forte ascesa, la stablecoin: "L'idea di base può avere senso", ha detto Tani, "perché chi la sta spingendo è Washington, il cui debito pubblico gargantuesco rende i suoi titoli di stato poco appetibili, ed ancorare il valore di una criptovaluta al debito potrebbe essere un'idea interessante, ma il rischio è dietro l'angolo", ha concluso.











