Il racconto di Fabio Carosone si sposta progressivamente dal piano professionale a quello più intimo e filosofico. Da giovane avrebbe voluto studiare medicina, e quella curiosità non lo ha mai abbandonato. "Continuo a seguire gli sviluppi della ricerca, a chiedermi dove stia andando la scienza e che risultati stia ottenendo", racconta a SBS Italian.
È il segno di un interesse più ampio: capire il funzionamento del corpo umano, della natura, del mondo. Guardando all’attualità, però, lo sguardo si fa più cupo. "Viviamo un periodo molto difficile e pericoloso", osserva, elencando guerre, distruzioni, morti che dominano il racconto mediatico globale.
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È un disagio che non nasconde, accompagnato dal desiderio che qualcosa cambi, soprattutto nei confronti di leader che alimentano conflitti invece di disinnescarli.
Il tema della fede emerge con chiarezza, ma Fabio è netto: non si riconosce nella religione e spiega come lo studio della filosofia e della storia della scienza – dal caso Galileo in poi – lo abbia portato a vedere religione e scienza come mondi spesso inconciliabili. La sua fiducia è riposta altrove: "Ho fede nella scienza, nella bontà umana, nell’amicizia".
Se guidata correttamente, la scienza può creare progresso, felicità e condizioni di vita miglioriFabio Carosone
Tra i momenti decisivi della sua vita, Fabio Carosone ne individua uno senza esitazioni: la scelta di studiare geologia e poi idrogeologia. "Quella decisione ha segnato il mio futuro", dice.
Quanto all’identità, la risposta è doppia e senza conflitto: "Appartengo all’Australia, ma il mio DNA è italiano". Qui Fabio Carosone ha trovato un Paese più aperto, più lineare, dove – a suo dire – se vali e ti comporti correttamente, puoi vivere senza troppi ostacoli. Tornare in Italia oggi non lo immagina: "A 86 anni, l’Australia è ormai casa mia".
Con l’avanzare dell’età, il pensiero del tempo che passa è inevitabile. Fabio ne parla con serenità, come di un ciclo naturale: nascita, vita, ritorno alla terra. "La morte non mi spaventa, fa parte dell’esistenza", spiega. Anche qui, è la scienza ad aiutarlo ad accettare l’ignoto, pur riconoscendo che concetti come l’infinito e l’universo restano, in fondo, irraggiungibili.
Il messaggio che lascia ai giovani è forse il più denso: non lasciarsi attrarre solo dai beni materiali, ma studiare, formarsi, conoscere la storia. "La storia è quello che ci ha fatti diventare ciò che siamo", sottolinea, criticando una società che tende a dimenticarla. Infine, uno sguardo al mondo di oggi: Fabio non fa sconti ai potenti del pianeta, citando apertamente leader che, a suo avviso, stanno trascinando il mondo verso nuove tragedie. Guerre, devastazioni ambientali, popolazioni abbandonate: "Dovremmo aiutarci invece di distruggerci".

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