Per Elena Marisol Brandolini, giornalista ed esperta di America Latina, si tratta di “una rottura delle regole e del diritto internazionale” e del ritorno di un’ingerenza diretta degli Stati Uniti nella regione "come è sempre stato nel passato”, ricordando che interventi di questa portata non si vedevano dal 1989 a Panama.
Quanto sta accadendo, spiega ancora Bardolini, va letto anche alla luce della riproposizione della dottrina Monroe, o ribattezzata Donroe dallo stesso Presidente americano, che oggi “viene riaggiornata con questo atteggiamento proprietario che Trump ha verso il territorio e le risorse che stanno dentro l’emisfero occidentale”.
Al centro di questa strategia americana c’è il controllo delle risorse energetiche.
Il chavismo è rimasto tutto intatto, tranne il punto di vertice, e con questo Trump vuole trattareElena Marisol Bardolini, giornalista esperta di America Latina
“Trump non è andato a bombardare il Venezuela per portare la democrazia”, afferma Brandolini, “è andato in Venezuela perché voleva appropriarsi del petrolio, che lui considera essere suo”.
Un approccio che spiega anche la scelta di trattare con l’attuale leadership chavista senza Maduro: “Il chavismo è rimasto del tutto intatto e con questo si vuole trattare”, secondo Brandolini, che ricorda come si tratti di una situazione molto complessa, visto che "il chavismo non è omogeneo al suo interno".
La presidente ad interim è Delcy Rodríguez. Sarà quindi lei, la vice di Maduro, a gestire il Paese per i prossimi 90 giorni, secondo quanto stabilito dalla Camera Costituzionale della Corte Suprema venezuelana.
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Secondo Elena Marisol Brandolini, l’America Latina sta così diventando “strategica nella ripartizione del potere economico e politico del mondo”, in un contesto segnato dalla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia.
Un processo che rende la regione sempre più centrale e, allo stesso tempo, più esposta a tensioni e pressioni esterne.












