“Credo che ognuno abbia il diritto di scegliere la propria vita”, afferma Gianluca Morini ai microfoni di SBS Italian, ripensando al suo passato.
La sua è stata una vita segnata dal mare, dalle battaglie per l’ambiente e da una lunga esperienza con Greenpeace International, l’organizzazione ambientalista per cui ha lavorato per oltre venticinque anni.
Oggi, a quasi vent’anni dal suo arrivo in Australia, Gianluca guarda con orgoglio e un po' di ironia al suo passato da “criminale ecologista”.
La carriera di Gianluca iniziò presto, a soli diciotto anni, come marittimo nella Marina Militare italiana.

Dopo anni di navigazione commerciale, approdò a Greenpeace, dove unì le sue competenze tecniche all’impegno per la difesa del pianeta.
“Greenpeace era la combinazione perfetta tra la mia professione e la mia visione del mondo”, racconta.
Ho navigato in tutti i mari, dall’Antartide all’Artico, fino al Rio delle Amazzoni. Ho persino raggiunto il Polo Nord con gli sci, per una spedizione scientificaGIanluca Morini

Negli anni 2000 ha partecipato a numerose azioni dirette di protesta non violente, alcune delle quali lo portarono a scontrarsi con la legge.
Nel 2004, a Novara, si incatenò ai binari per bloccare un treno carico di rifiuti radioattivi, un'azione che avrebbe avuto per lui conseguenze anche sulla sua vita Down Under.
“Non era certo una rapina in banca”, ricorda, “ma quella protesta mi costò una condanna per interruzione di pubblico servizio.”
La sentenza, mai eseguita, dopo alcuni anni finì prescritta, ma lasciò una traccia che Gianluca continua a portare con sé ogni volta che attraversa una frontiera.
Nonostante il suo casellario in Italia risultasse pulito, Gianluca aveva deciso di dichiarare spontaneamente il proprio passato alle autorità australiane.
“Da allora devo sempre segnalare i miei precedenti ogni volta che entro nel Paese, pena il rischio di venire espulso”, spiega a SBS Italian.
Mi hanno consigliato di prendere la cittadinanza australiana, ma lo farò solo se l’Australia diventerà una repubblica. Non posso giurare fedeltà a una monarchiaGianluca Morini
Questo obbligo di rivelare il suo passato "criminale" nacque da un incontro, durante una missione di Greenpeace in Portogallo nel 2005, dove Gianluca conobbe Emma, una collega australiana.
E da quell’incontro nacque poi una relazione e, poco dopo, la decisione di trasferirsi in Australia.
“Non potevo chiedere a una ragazza del Queensland di vivere nel freddo del Friuli,” scherza Gianluca, che quasi vent'anni fa prese la decisione di lasciare l’Italia e stabilirsi a Byron Bay, dove iniziarono le pratiche per ottenere un partner visa.

Dopo aver abbandonato la vita in mare, Gianluca continuò a lavorare con Greenpeace, questa volta da terra, specializzandosi prima in elettronica e comunicazioni satellitari, ed entrando poi nel management tecnico dell’organizzazione, coordinando missioni e campagne investigative.
Con il tempo, però, ha scelto di rallentare.
“Due anni fa ho lasciato l’organizzazione. Oggi faccio consulenze ambientali come contractor, restauro biciclette italiane d’epoca e creo contenuti sull’arte e il modernariato.”
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