Dopo cinque anni di revisioni, il governo ha presentato le tanto attese riforme ambientali. Ma non tutti sono soddisfatti, nonostante le semplificazioni amministrative frutto di trattative difficili.
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Il governo ha raggiunto nel fine settimana scorso un accordo con i Verdi per approvare la più grande riforma delle leggi ambientali australiane degli ultimi 26 anni, che include nuovi standard ambientali, misure di protezione per le foreste autoctone e la fine effettiva delle approvazioni accelerate per i progetti relativi al carbone e al gas.
Le riforme includeranno nuovi standard ambientali che guideranno le decisioni sui progetti in base all'impatto ambientale e modificheranno le soglie per l'accettazione o il rifiuto di progetti altamente inquinanti.
Inoltre, il pacchetto introduce una riforma della pianificazione regionale che prevede la creazione da una parte di “zone consentite” e dall'altra di “zone vietate” allo sviluppo, sostituendo l'attuale approccio di valutazione progetto per progetto.
Ascolta i dettagli della nuova legge e le controversie sorte cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
L'accordo ha mantenuto il cosidetto “water trigger”, ovvero il requisito secondo cui i progetti relativi al carbone e al gas devono ottenere l'approvazione federale per l'utilizzo delle risorse idriche.
Infine, le riforme modificheranno gli obblighi di comunicazione per le aziende ed elimineranno le duplicazioni tra le valutazioni statali e federali.
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